Strudà la domenica delle Palme costituisce ormai un momento di forte comunione per l’intera comunità, a partire proprio dalla solenne benedizione che alle 10 30 si terrà, domani, in Via Osanna, presso l’antica croce.

 

 

Il parroco di Strudà, don Mino Arnesano, invita tutti a vivere con gioia e speranza questa solennità che introduce alla Settimana Santa: “La Domenica delle Palme è una giornata dal sapore duplice, un portale che si apre sulla settimana più intensa e drammatica dell'anno liturgico. Da un lato, il grido festoso di ‘Osanna!’, le fronde di ulivo e di palma agitate da una folla che acclama il suo Re. Dall'altro, l'ombra della Croce che già si allunga su Gerusalemme e sul volto di quel Re mite, che cavalca un'umile cavalcatura e non un destriero da guerra. Dal punto di vista storico e teologico, storicamente, l'ingresso di Gesù a Gerusalemme è l'atto di un Messia che si presenta alla sua città. Ma è un Messia che ribalta le attese umane: non un condottiero politico, non un liberatore armato, ma un Re di pace il cui trono sarà il legno della Croce e la cui corona sarà di spine. Teologicamente, le Palme ci pongono di fronte a una scelta radicale. La stessa folla che oggi grida ‘Osanna’ tra pochi giorni urlerà ‘Crocifiggilo!’. È un monito potente sulla volatilità dei nostri entusiasmi, sulla fragilità della nostra fedeltà e sulla necessità di una sequela che vada oltre l'emozione del momento”. 

Don Mino si sofferma inoltre sul messaggio che questa giornata trasmette al mondo di oggi: “In un mondo segnato da conflitti laceranti, da paci fragili e da trionfi effimeri, la Domenica delle Palme ci parla con una forza disarmante. Ci ricorda che la vera regalità non risiede nel potere, nel dominio o nella popolarità, ma nel servizio, nell'umiltà e nel dono di sé. L'ulivo, simbolo di pace, diventa un richiamo a essere costruttori di riconciliazione nelle nostre società ferite, dove le voci dell'odio sembrano spesso più forti di quelle della fratellanza. A Strudà, da qualche anno, questa giornata ha assunto un significato ancora più profondo grazie al legame speciale con l'associazione ‘Il sorriso di Pierandrea’. Le palme non sono solo un simbolo liturgico, ma diventano materia viva nelle mani sapienti e generose dei volontari. Le crocette che preparano e distribuiscono sono molto più di un oggetto devozionale: sono un intreccio di fede, memoria e carità concreta. Ogni offerta raccolta è un filo che lega la nostra parrocchia al loro progetto per l'ospedale Meyer, trasformando un gesto di pietà in un aiuto tangibile per chi soffre. Questa domenica coincide anche con la Giornata della Gioventù. Quale monito più grande per i nostri giovani? Seguire Gesù non è come seguire un influencer del momento. È una scelta che chiede coerenza, coraggio e la capacità di andare controcorrente. Ma è anche un invito a non sprecare l'entusiasmo della propria età, a incanalarlo in un amore che costruisce e non distrugge”. 

Concludendo, il parroco dedica un particolare pensiero proprio all’associazione “Il sorriso di Pierandrea”: “Il nostro pensiero, in questa giornata, va con affetto ai tanti giovani che soffrono nel corpo e nello spirito, e a quelli che, come Pierandrea, hanno già concluso il loro cammino terreno e vivono nella Gerusalemme del Cielo. La sua memoria, custodita con amore dall'associazione, ci ricorda che una vita donata per amore, per quanto breve, porta frutti che durano in eterno. Un sentito e profondo grazie va al presidente dell'associazione, Simone Longo, e a tutti i volontari, il cui impegno è la testimonianza più bella di come la fede, quando si fa servizio, possa davvero cambiare il mondo, un piccolo gesto alla volta”.

 

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