“Giacomo è pronto perché ha capito che Gesù non vuole persone che semplicemente lo accompagnino, ma vuole persone che lo seguano. Non vuole ammiratori, ma imitatori e testimoni, non padroni ma servi”.

Con queste poche parole don Antonio Bruno, parroco della comunità parrocchiale della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe di Trepuzzi, ha voluto sintetizzare la prospettiva vocazionale di Giacomo Pezzuto, il cammino interiore che gli resta da fare, i passi che dovrà compiere per arrivare preparato all’ordinazione diaconale prima, presbiterale dopo.
La Chiesa di Lecce ha appena vissuto giorni di grazia e di gioia per l’ordinazione sacerdotale e la prima messa di
don Enrico De Leo, che già questa sera sarà unita in preghiera per un altro seminarista che pubblicamente si impegnerà ad andare dritto verso il sacerdozio. Un primo passo che assume una grande importanza proprio per lo spessore ecclesiale che la celebrazione di questa sera assume.
Il rito di Ammissione tra i candidati agli Ordini sacri del diaconato e del presbiterato, si svolgerà durante la solenne celebrazione presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta con inizio alle 19 a Trepuzzi, nella chiesa parrocchiale della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.
Il rito, dopo l’omelia, è molto breve. L’arcivescovo con le risposte positive a due domande che rivolgerà a Giacomo, acquisirà la volontà del candidato a impegnarsi al massimo delle sue possibilità per raggiungere il traguardo con totale libertà. Queste le due domande. La prima: “In risposta alla chiamata del Signore, vuoi portare a termine la tua preparazione per essere pronto ad assumere nella Chiesa il ministero, che a suo tempo ti sarà conferito per mezzo del sacramento dell’Ordine?”. E la seconda: “Vuoi impegnarti nella formazione spirituale per divenire fedele ministro di Cristo e del suo corpo che è la Chiesa?”.
“L’incontro con Cristo, tutta la parrocchia ne è certa - scriveva don Antonio Bruno -, riempirà di gioia il cuore di Giacomo perché è quello che desidera fin da quando era ragazzo e questa gioia, a sua volta, diventerà la spinta per continuare nuovamente a mettersi sulle sue tracce, anche dopo gli inevitabili insuccessi e delusioni”.
“Duc in altum caro Giacomo – concludeva il parroco della Santa Famiglia -. È l’invito che la tua comunità ti rivolge dopo esserti impegnato pubblicamente a camminare a passo svelto verso l’Ordine sacro”.


