L’ammissione agli Ordini sacri di Giacomo (LEGGI) è un momento di particolare grazia per la comunità ecclesiale di Trepuzzi.

L’evento sacro conferma il fervore religioso e la devozione, specialmente quella mariana, che per i giovani delle nostre comunità sono un alimento spirituale molto importante che ha nutrito tanti di loro fino alla scelta radicale del celibato e ministero ordinato.
Così è stato per Giacomo: si è lasciato sedurre dalla grazia di Dio che ha sperimentato lungo il suo percorso di vita, dalla garanzia di vita sovrabbondante che da essa promana e dalla sicura speranza che questa sua vita non finirà qui sulla terra, per cui vale la pena scommettere tutto sul Vangelo.
Molto importanti che parole del rito che il vescovo pronuncerà mercoledì 9 settembre (inizio ore 19) davanti a tutta la comunità della Santa Famiglia: “È ormai giunto il momento di rendere noto il tuo desiderio di dedicarti al servizio di Dio e del suo popolo, perché venga ratificato dalla santa Chiesa. Da questo giorno tu dovrai coltivare a fondo la tua vocazione, avvalendoti soprattutto di quei mezzi che la comunità ecclesiale, a ciò deputata, mette a tua disposizione”.
In poche righe, la liturgia del rito racchiude tutta la storia d’amore tra un giovane e il Signore. Desiderio, ricerca, tempo, vocazione, Chiesa… diventeranno per Giacomo il campo di gioco entro cui dovrà allenarsi ogni giorno alla sempre più perfetta conformazione con Cristo e ai suoi sentimenti.
La sua maturità ha portato Giacomo a comprendere che tutto ciò si realizza continuando a lasciare cose per fare sempre ogni giorno esperienza che nulla vale più della perla preziosa, più del campo con il tesoro nascosto, più del Signore, sommo bene, che mai tramonta. Durate il rito esprimerà la sua ferma volontà di seguire il Signore Gesù dicendo: “Eccomi”, come a dire: “Mi consegno a Te”. Seguire vuol dire cercare continuamente il Signore e, dopo averlo trovato, continuare a cercarlo ancora.
Giacomo è pronto ad affrontare le difficoltà e le contraddizioni che la vita ministeriale gli porrà davanti, in un mondo che tenta di eliminare Dio sostituendolo con l’io. È pronto perché ha capito che Gesù non vuole persone che semplicemente lo accompagnino, ma vuole persone che lo seguano. Non vuole ammiratori, ma imitatori e testimoni, non padroni ma servi.
L’incontro con Cristo, tutta la parrocchia ne è certa, riempirà di gioia il cuore di Giacomo perché è quello che desidera fin da quando era ragazzo e questa gioia, a sua volta, diventerà la spinta per continuare nuovamente a mettersi sulle sue tracce, anche dopo gli inevitabili insuccessi e delusioni.
Duc in altum caro Giacomo. È l’invito che la tua comunità ti rivolge dopo esserti impegnato pubblicamente a camminare a passo svelto verso l’Ordine sacro.
*parroco della comunità della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe in Trepuzzi


