“La famiglia pellegrina di speranza” è il titolo del convegno interparrocchiale organizzato a Trepuzzi dall’Accademia del santino e promosso dalle associazioni di volontariato “Comunjcare”, “Mani solidali”, “Cav”, e “Tommaso Caretto”, svoltosi presso l’oratorio “Giovanni Paolo II”.

 

 

L’iniziativa si inscrive altresì nell’ambito del programma in onore dei festeggiamenti per il ventiduesimo anniversario della Dedicazione della chiesa parrocchiale Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, guidata da don Antonio Bruno, sacerdote da 18 anni, già parroco della cattedrale e di Santa Maria della Pace in Lecce.  

Al suo saluto è seguita l’apertura dei lavori accompagnata dal suono di jobel che, come ha spiegato Anna Blasi, nonché presidente dell’Accademia del santino, significa corno d’ariete, adoperato per indicare l’inizio dell’anno giubilare. Don Antonio ha introdotto il tema della speranza meditando sul suo ruolo fondamentale nella famiglia, nella società, nella Chiesa e ha proposto di sfidare la cultura del momento per affermare i valori evangelici. Sull’eco della trattazione dipoi illustrata dalla Blasi è tracciata la storia della figura del pellegrino nella storia antica, focalizzata dallo studioso di storia locale Enzo Grassi

Attraverso la proiezione di un video e grazie allo strumento della grafica l’esperto ha presentato i particolari di questi pellegrini dal modo in cui si presentavano abbigliati in maniera rigorosamente essenziale fino alla modalità a cui erano adusi solcare le strade percorse, la Traiana, la Minucia, che passava da Trepuzzi, la Sallentina e la Calabra

Una zona di Trepuzzi ubicata nella campagna detta oggi Manzo, fungeva da dimora per vitto e alloggio per i pellegrini diretti verso i luoghi di culto, chiese e abbazie nostrane. 

La tematica della speranza che animava nel viaggio i cercatori della verità è stata centrata dal teologo mons. Luigi Manca che ha consegnato uno spaccato sul senso intimo della virtù teologale e la sua matrice filosofica a partire fin dalla notte dei tempi fino a giungere alla modalità con cui viene esperita oggi. Quale differenza tra speranza pagana e speranza cristiana, invitando la famiglia a ritornare ad essere “scuola” della speranza. La speranza degli dei falsi e bugiardi, come asseriva Dante nella prima Cantica parlando degli dei pagani non ha una prospettiva di futuro e produce timore e paura. La speranza cristiana fa esattamente il contrario. Seguendo il sillogismo utilizzato per la spiegazione se speriamo ciò che Dio ha promesso, poiché Dio mantiene, avremo la certezza, da cui viene definita la fede con l’aggettivo di “generativa”. Il direttore della Caritas diocesana, don Nicola Macculi ha invitato al cenacolo della preghiera tutti coloro che rappresentano una risorsa per la Chiesa, la comunità e la società oltremodo differenziata al giorno d’oggi. A tal guisa ha snocciolato dati su demografia, occupazione, crisi materiale e secolarizzazione che ottenebrano la speranza delle persone giovani e anziane che sono la stragrande maggioranza del cosiddetto Belpaese.

 

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