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Stiamo cambiando, molte cose attorno a noi e noi stessi non saremo uguali. Ma c'è una tradizione qui, da secoli.

 

 

 

Una festa che fa rientrare gli emigranti, gli studenti e tutti quelli che vivono lontano. Un momento in cui, dal 1600, nei giorni dedicati alla Pasqua, tutti gli abitanti dei paesi vicini vengono a Torchiarolo per festeggiare. Non una qualsiasi: qui i riti della settimana santa, da sempre, si intrecciano con quelli della protettrice, la SS. Vergine di Galeano.
E sarà di nuovo cosi. Anche se quest'anno saremo tutti in casa, non usciremo, non pranzeremo con i parenti, non andremo in campagna, noi torneremo a vedere le luminarie, usciremo appiccicati l'uno con l'altro nella fiera del paese, vedremo di nuovo i fuochi, i ragazzi spenderanno i soldi dei nonni alle giostre e canteremo. Si: chi è di Torchiarolo conosce e canta una canzone, l'inno di questa festa che ci portiamo nel cuore dappertutto, testo e musica scritto da due ragazzi, ma 35 anni fa, una preghiera che ha sempre portato buoni frutti.
Da qui abbiamo studiato un progetto: venerdì scorso abbiamo registrato una traccia chiedendo a ciascuno di cantarla da casa. Da soli, davanti al proprio telefono, un selfie speciale. Audio e video ci sono arrivati dagli studenti e lavoratori torchiarolesi bloccati fuori: medici, infermiere impegnate nei reparti covid, forze dell'ordine da Bari, Roma, Milano, Bologna, Sicilia ... anche dall'Australia. Queste voci sono state messe insieme in un video, con chi è rimasto qui, ma pensando a tutti, nel mondo, costretti in casa come noi.
Quattro minuti di musica che scalda i cuori di una comunità sana che cerca di riscattarsi. Quattro minuti di voci che animeranno le case, i balconi, le strade, pur rimanendo tutti in casa... Una comunità che con i propri ragazzi, con i suoi giovani, con le famiglie e due coristi under90, ci dice che sotto la protezione di Maria #andràtuttobene...
Abbiamo caricato e diffuso questa videocanzone attraverso youtube la sera della vigilia Pasqua, momento in cui sarebbe dovuta iniziare ufficialmente la nostra festa. Distanti, ma uniti, nello stesso momento, veniva ascoltata per le strade dagli anziani, da chi é meno social di noi, in un grande abbraccio.Saremmo felici se questo messaggio di Serenità venisse amplificato da voi.

 

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus