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"#adoroillunedì", è la formula adottata dal settore giovani dell'Azione cattolica di Torchiarolo per vivere al meglio il cammino della Quaresima, riflettendo ogni lunedì il passo del Vangelo della domenica precedente.

 

#adoroillunedì nasce da una proposta del centro nazionale di Ac con l'obiettivo di rendere il lunedì un po' meno difficile e più amabile, mettendo le preoccupazioni e la fatica della nuova settimana scolastica o lavorativa nelle mani di Gesù amico e fratello.

L'adorazione torchiarolese è pensata con segni particolari, riflessioni e musica a portata di giovani, che alla presenza di Gesù Sacramentato si fermano e mettono Gesù al centro, vivendo un breve ma intenso preghiera e raccoglimento.

Ieri, alla presenza dell'arcivescovo mons. Michele Seccia, del parroco don Gaetano Tornese,  del viceparroco Padre Sabino Perillo, degli ex parroci don Attilio Mesagne, don Domenico Fiore e del missionario Padre Mario Zecca, nativo della comunità di Torchiarolo, questo speciale momento è stato arricchito dalla celebrazione penitenziale, pre-pasquale, che ha coinvolto anche i ragazzi che il 24 aprile si accosteranno al sacramento della confermazione con i loro genitori insieme ai giovani, giovanissimi della parrocchia e la comunità tutta.

Il vescovo Michele ha rivolto parole di sprono a tutti: alle famiglie, ricordando loro che “tutto quello che insegnate voi genitori ricorderanno da grandi”; ai ragazzi e ai giovani che non devono avere paura di sentirsi dire “tu sei sfigato, vai ancora in chiesa […], chi chiude con la cresima è un fallito”.  L’arcivescovo ha ripetuto che non sono necessari gesti eclatanti per essere buoni cristiani, ma “basta solo ringraziare mattina e sera e avere il senso della responsabilità”.

Questa Settimana Santa, tutta nuova a Torchiarolo, è stata aperta da un momento di comunione molto forte, che proprio a pochi giorni dall’uscita dell’esortazione post sinodale di Papa Francesco, ha messo i giovani al centro. L’augurio e la speranza è che la comunità accompagni e faccia sentire questi giovani “presente”, perché come dice proprio il Papa: “Dopo aver preso visione della Parola di Dio, non possiamo limitarci a dire che i giovani sono il futuro del mondo: sono il presente, lo stanno arricchendo con il loro contributo. Un giovane non è più un bambino, si trova in un momento della vita in cui comincia ad assumersi diverse responsabilità, partecipando insieme agli adulti allo sviluppo della famiglia, della società, della Chiesa.” (Christus vivit, 64)

 

Scuola Diocesana di formazione teologica