Delle vere e proprie giornate di grazia, alla scuola della santità, della giustizia e della legalità, sono state quelle trascorse dalla comunità di Torchiarolo, nei giorni scorsi, che ha visto in paese la presenza delle reliquie del Beato Padre Pino Puglisi, sacerdote e martire, ucciso dalla mafia a Palermo e il grande evento della marcia della legalità.

La sera di venerdì 4 aprile, le reliquie sono giunte in parrocchia, portate da don Carlo Calvaruso e un gruppo di fedeli della parrocchia di San Pio X in Lecce, lì dove sono custodite e don Carlo ha presieduto la solenne eucarestia dedicata al martire e la veglia successiva, animata dai giovani, mostrando alla comunità quanto don Pino non fosse chissà quale supereroe, ma un uomo, un prete che ha fatto semplicemente il suo dovere, nel nome di Cristo e alla scuola del suo Vangelo. Ha voluto sottolineare come il martirio, che viene visto come un evento drammatico, in realtà è un'occasione di grande riscatto e di amplificazione di quel grido e di quella vita, scomodi per qualcuno che ha tentato di interromperli. Sabato mattina, dal comune di Torchiarolo si è snodata una marcia per le vie del paese all'insegna della pace e della legalità, la quale ha avuto inizio con l'inaugurazione e benedizione dell'ingresso sud, provenendo da Lecce, al Beato Angelo Rosario Livatino, giudice e martire, le cui reliquie sono state a Torchiarolo lo scorso mese di maggio. Alla marcia hanno preso parte integrante le scuole, Acr e catechismo e diverse autorità locali, provinciali e regionali, civili, militari e religiose, già elencate nello scorso articolo, affiancate dall'associazione Libera e Agesci. Accompagnati dal suono delle campane a festa, tra canti e colori, preghiere e monologhi, attraversando il paese, si è raggiunto l'oratorio parrocchiale, lì dove si è tenuto un convegno moderato dal giornalista Angelo Sconosciuto, nel quale don Antonio De Nanni ha voluto evidenziare la sacralità del momento, perché ha visto scomodarsi autorità e istituzioni provenienti da ogni dove, diventando una rete un esercito d'amore, i quali hanno dimostrato di avere a cuore questa terra sperduta e di periferia, spesso incriminata e segnata dalla cronaca nera, la quale invece è chiamata a riscattarsi e a generare e scrivere cronaca bella e a colori: questa terra, pensata e voluta da Dio, si chiama Torchiarolo. È stata data poi, lettura, della lettera che don Luigi Ciotti ha scritto per l'occasione. Nel resto del weekend, le normali celebrazioni domenicali in chiesa madre, dove domenica sera ha presieduto l'eucarestia l'arcivescovo Michele Seccia, fortemente provato e commosso dalla presenza delle reliquie del martire e grato per il lavoro di squadra che ha visto realizzarsi in questa comunità, invitando a vigilare su coloro che non hanno intenzioni buone e fanno di tutto per andare contro il bene comune.
Queste giornate sono state realizzate in collaborazione tra parrocchia e amministrazione comunale, con la presenza della diocesi, della Provincia di Brindisi e della Regione Puglia.

