0
0
0
s2sdefault

Anche quest’anno è stata rievocata, in piazza l’antica tradizione della “Matthra di San Giuseppe”.  Si tratta di un rito antico che consiste nell’imbandire, per strada, una tavolata e servire, piatti di “ciceri e tria” (ceci e pasta di semola di grano duro , fatta in casa, tagliata a strisce) soprattutto a persone povere.

 

Sono nella memoria degli anziani le “matthre” che allestivano soprattutto “la Mmela te lu Rolandu” (Carmela Zilli) e “lu Ginu Rampinu” (Luigi Serinelli). Le foto storiche allegate lo documentano.

Le manifestazioni sono state due, entrambe in Piazza Castello. La prima, alle ore 12,30, organizzata dalla Pro Loco, indirizzata soprattutto ai ragazzi e avente soprattutto finalità didattiche.

A salutare i ragazzi e a benedire la mensa è arrivato l’arcivescovo mons. Michele Seccia, accompagnato da don Attilio Mesagne (direttore diocesano della Caritas), don Gaetano Tornese e Padre Sabino Perillo, rispettivamente parroco e viceparroco di Torchiarolo.

La seconda, organizzata dal Comitato Feste Patronali, ha avuto luogo nella serata ed è stata caratterizzata da una forte partecipazione popolare.

 

Scuola Diocesana di formazione teologica