Sono poche le parole da aggiungere alla folla gremita che questo pomeriggio ha riempito ogni angolo di Piazza Italo Passante, antistante la chiesa parrocchiale di Maria Regina in Squinzano, dove si sono svolti i funerali di Lorena Isceri, una figlia di Squinzano strappata brutalmente alla sua terra e alla sua famiglia.

 

 

L’abbraccio che la comunità squinzanese ha dedicato a Lorena, porta con sé valori fondamentali, è il chiaro esempio di una città scossa che nell’unità, trova la forza di andare avanti, nel ritrovarsi insieme, dona coraggio a una famiglia che si ritrova orfana di una giovane figlia. 

Dal cielo, oggi, Lorena ha riunito la sua città per gridare ancora una volta, un forte rifiuto contro ogni forma di violenza di genere che ormai da anni, porta strazio e oblio nel nostro Paese. Silenziosa, la città di Squinzano, ha accolto questa mattina la salma di Lorena, tante sono state le manifestazioni d’affetto durante la giornata, non solo delle singole persone che si sono presentate a omaggiare Lorena e a dare un saluto di conforto alla sua famiglia ma anche tutte le attività del territorio, hanno prontamente aderito al lutto cittadino proclamato dall’amministrazione comunale del sindaco Mario Pede: sono state sospese tutte le attività lavorative, dimostrando vicinanza e cordoglio con manifesti, fiocchi rossi e foto di Lorena, perché gridare il suo nome e la sua storia, sembra quasi essere un dovere, nella speranza che possa essere sempre l’ultima assurda vicenda che si ribalta sulle testate giornalistiche nazionali.

Durante la celebrazione eucaristica cui hanno preso parte tutti i sacerdoti di Squinzano, commosso è stato il saluto di don Vanni Bisconti, parroco di Maria Regina che con parole (IL TESTO INTEGRALE) da pastore, ha donato conforto alla famiglia di Lorena che straziata e attonita ha assistito al rito esequiale: “Forse la prima cosa che possiamo fare, e la stiamo facendo, è esserci” ha dichiarato il presule, “Siamo qui, siamo in tanti, non soltanto perché conoscevamo Lorena, perché le volevamo bene, perché siamo suoi amici, parenti, conoscenti. Siamo qui anche perché vorremmo, se fosse possibile, prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia”. Don Vanni ha poi aggiunto: “C’è una differenza abissale tra l'amore e il possesso, tra l'amore e il controllo, tra l'amore e la gelosia. E dobbiamo dirlo con chiarezza, soprattutto ai giovani. Se una persona ti dice no, quel no va rispettato. Se una persona decide di non continuare una relazione, non ti sta togliendo qualcosa che ti appartiene. La persona che amiamo non è proprietà nostra, non è qualcuno che deve rimanere con noi semplicemente perché noi lo vogliamo, perché io ho deciso così. E infatti il Vangelo ci mette davanti un'idea di amore completamente diversa”.

Prontamente, con animo cristiano, oggi risuonano nella mente le parole dell’Exsultet, il Cristo che ha distrutto la morte, risorge vittorioso dagli inferi: dalla brutalità della morte, dall’aridità che una perdita così importante porta dietro con sé, devono prevalere la speranza dei gesti, l’amore di ciò che viene lasciato e la certezza che questo mondo possa cambiare, una certezza che oggi riscopriamo negli occhi commossi di chi saluta un’amica, di un genitore, come papà Franco, che con grandissima forza d’animo urla giustizia e aiuto, affinché non possono più accadere eventi del genere.

Una certezza che si ritrova in tutta la gente di Squinzano che oggi si ferma, prega e ricorda Lorena, si stringe commossa intorno alla famiglia e mentre la barra bianca avanzava lentamente tra la folla, ritornano quasi dolci, le parole dell’evangelista Matteo “Non praevalebunt” (Non prevarranno), il male non prevarrà davanti all’amore, davanti all’unione, davanti a tutto ciò che in questi giorni la storia di Lorena ci ha consegnato: un amore che non possiede, ma che si dona gratuitamente, proprio come quello che la comunità di Squinzano, in questi giorni, ha riservato alla sua figlia certi che ora, stia godendo di quell’amore vivo e vero tra le braccia di Maria, Gesù, il patrono San Nicola e tutti i santi che insieme a lei, veglieranno in eterno sulla sua famiglia, su chi le voleva bene,  per donare conforto, cambiamento e vita nuova: che sia l’ultimo grido di dolore, l’ultima vita spezzata, l’ultima lacrima di una famiglia e di una città intera!

 

“Lorena, prega e resta accanto ai tuoi”, le ultime parole di don Vanni.

 

 

 

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