Dalla scoperta di Omero nell’opera di Dante alle considerazioni linguistiche sul “Codice” di Maria d’Enghien; da Sannazzaro e al suo rapporto con Napoli e con l’Arcadia al Carme in memoria di Carlo Imbonati di Alessandro Manzoni; da una rilettura di Teofilo Zimara, con nuove interpretazioni storiografiche con le conseguenti prospettive di ricerca, alle opere di Pietro Verri e al suo spirito europeo, solo per citare alcuni contributi.

Di taglio essenzialmente umanistico, letterario, critico, esegetico, musicale, con un occhio particolare rivolto alla filologia e agli studi di italianistica con implicazioni meridionalistiche. È la miscellanea di saggi, a cura di Giulia Dell’Aquila e Mario Spedicato, dal titolo “Verace via. Studi in onore di Emilio Filieri” (Giorgiani Editore, pp. 224, € 30.00), che una trentina di autori, tra amici, colleghi e ricercatori di settore, hanno dedicato al docente di Letteratura italiana per due decenni presso l’Ateneo barese, in occasione del suo andare in pensione.
Il libro sarà presentato oggi, 7 marzo alle 17.30, nel Museo dell’olio e del vino a Squinzano, in Piazza Plebiscito. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Mario Pede, del magister Masci Gaetano Papa e della presidente del Cif Anna Frisenna, seguiranno gli interventi del co-curatore Spedicato, dell’Università del Salento e presidente della sezione di Lecce della Società di Storia Patria per la Puglia (Sspp), dello storico dell’arte Paolo Agostino Vetrugno (Sspp), Giacomo Fronzi dell’Università “A. Moro” di Bari, Vincenzo Bianco dell’Unisalento e di Lidia Caputo (Sspp); modera l’assessora alla cultura Eleanna Bello; conclude lo stesso Emilio Filieri.
Allievo di Mario Marti, Donato Valli, Gino Rizzo e Gino Pisanò, Filieri, esponente di quella fortunata scuola di italianisti salentini, tra l’altro, è anche esponente dell’Accademia pugliese di scienze, socio emerito dell’Associazione degli italianisti, membro del direttivo del Centro studi “Sigismondo Castromediano” di Lecce.


