Il culto di San Rocco a Squinzano affonda le radici nel 1778 quando la chiesa intitolata alla Mater Domini venne ricostruita grazie al contributo di un devoto.

Ancora non era presente il simulacro in cartapesta di San Rocco, ma qualche decennio più tardi, comparve un’icona del santo francese, voluta dalla nobildonna Maria Giuseppa De Paulo che commissionò per la chiesa altri altari e iconografie sacre. L'attuale statua è stata realizzata dallo scultore leccese Luigi Guacci, intorno agli anni ‘20 del secolo scorso, molto probabilmente in ricorrenza della elevazione della chiesa a seconda parrocchia (dopo la matrice). Don Egidio Manieri, ne diffuse ancora di più il culto una volta nominato primo parroco,, dal vescovo Gennaro Trama, devotissimo anch’egli di San Rocco.

Anche quest’anno, Squinzano rinnova la sua devozione al santo di Montpellier, onorandolo con i festeggiamenti che hanno avuto inizio lo scorso 9 agosto con la solenne intronizzazione della statua e l’inizio del triduo. Oggi, memoria liturgica del santo, due messe nella chiesa parrocchiale di Mater Domini (alle 9 e alle 19) con la tradizionale benedizione del pane. I festeggiamenti entreranno nel vivo lunedì 18 agosto con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Angelo Raffaele Panzetta e con la processione che percorrerà alcune vie del centro cittadino.

“Circondati. Il circo viaggiante”, i “Talita Kum” e la voce di Cristiano Turato, animeranno le serate del 18 e del 19 agosto, mentre tutte le sere della festa, stand gastronomici con specialità tipiche salentine saranno presenti sotto i numerosi e artistici archi delle luminarie.
Tradizione e fede che nel nome di San Rocco, trovano un leggiadro incontro tra le strade di Squinzano, una città fedele al santo guaritore degli appestati, come a voler emulare uno dei passaggi più importanti della vita di Rocco dove Oreste, il suo fedele cagnolino, gli rimase accanto anche in punto di morte, trovata per rimanere affianco agli ultimi e agli ammalati.


