Anche quest’anno, nei primi giorni di agosto, la festa di San Nicola ha allietato la marina di Casalabate, portando tutti indietro nel tempo, in quegli anni in cui bastava poco per rendere una giornata indimenticabile.

 

 


Infatti, le celebrazioni in onore del santo patrono di Squinzano, fino a qualche decennio fa, venivano celebrate la seconda domenica di agosto e negli anni del dopo guerra, il momento più atteso della festa, era quello in cui con poche macchine, carri, cavalli o biciclette si partiva alla volta di Casalabate, per trascorrere una giornata di vacanza e di mare, non una cosa comune all’epoca.

La comunità di Squinzano ha spostato poi i festeggiamenti nel mese di dicembre ma nei mesi estivi, si ritrova a festeggiare il santo vescovo nella marina.

Prima si snoda in mare la processione con le statue di San Nicola e della Stella Maris, seguite da una copiosa coda di barche, nei giorni a venire viene rievocata poi, l’impresa dei marinai baresi che da Myra, portarono i resti mortali del santo nel capoluogo pugliese.

 

 

 

 

Dalla Torre Specchiolla fino al centro di Casalabate, numerosi figuranti sfilano illuminando il lungomare con grande torce e sfoggiando pregiati vestiti d’epoca, mentre ad aprire il corteo è una raffigurazione bizantina di San Nicola.
Dal mare alla terra, un ponte che Nicola da secoli riesce a fare unendo Oriente e Occidente, due realtà diverse ma unite nella tradizione nicolaiana: che sia stimolo per le nostre piccole realtà, per i giovani e per tutto il mondo, l’esempio che Nicola porta con sé, quell’abbraccio grande che unisce popoli, culture ed etnie, un abbraccio che oggi più che mai il mondo grida gran voce e che attraverso l’esempio di grandi uomini come Nicola, possiamo ritrovare o meglio ancora… riabbracciare.

 

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