La comunità della Madonna di Fatima in Squinzano ha avuto un percorso alquanto complicato soprattutto negli ultimi anni: oltre al cambio ripetuto dei parroci la chiesa parrocchiale non ha mai conosciuto un completamento della sua architettura.

 

 

 

Anzi: non è stata mai realizzata una chiesa vera e propria e, ormai da molti anni, la comunità parrocchiale si adatta all’interno di un’aula liturgica che - nonostante la cura e la buona volontà dei volontari - rimane inadeguata per accogliere un numero importante di fedeli. C’è però tanto entusiasmo e tanta voglia di fare e promuovere una pastorale capace di coinvolgere gli abitanti del quartiere.

“Quando sono arrivato in quella chiesa - racconta don Alessandro D’Elia, amministratore parrocchiale, poco più di un anno fa, ho percepito subito come se ci fosse un’assenza, una sorta di vuoto architettonico. C’era tutto ciò che è essenziale per la vita spirituale di una comunità, ovvero il tabernacolo, una bellissima croce al centro dell’altare e una importante statua della Madonna di Fatima ma, a mio avviso, mancava qualcosa o forse… Qualcuno”.

“La parete bianca dietro all’altare - confida - era troppo spoglia nonostante la presenza della croce. Così ho chiesto aiuto al Signore. Ho pensato, ho riflettuto, e una sera, mettendomi all’ultimo banco della piccola chiesetta, ho immaginato cosa ci potesse essere su quella parete vuota. Il buon Dio mi ha suggerito un’idea: dipingere un volto, il volto tenero di una madre, il volto di Maria, un murales capace di dare un’anima e uno sguardo di donna a quella parete bianca. E così, in poco tempo, l’idea è diventata realtà”.

“Ho chiamato un giovane artista esponente della nuova generazione street artist di Lecce, Gabriele Quarta, (in arte Kabo) - prosegue don Alessandro - e ho cercato di spiegare ciò che il Signore mi aveva suggerito; in poco tempo Gabriele è stato talmente bravo tanto da realizzare una bellissima opera”.

“A completamento del murales - conclude il sacerdote - ho scelto una frase di don Tonino Bello come spunto di riflessione per chi si avvicina all’altare: Santa Maria, donna del silenzio, fa che possiamo scorgere, sulle sabbie dell’effimero, le orme dell’Eterno”.

Ora, finalmente, entrando nella piccola chiesa di periferia, immersa tra gli ulivi secolari e gli alberi di pino e avvolta dal profumo delle rose, c’è Maria ad aspettare tutti col suo sguardo dolce e premuroso di Madre.

 

 

 

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