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“Torniamo a celebrare insieme”. Con questa esortazione sulla pagina Facebook della parrocchia “Maria SS. Assunta” di San Pietro Vernotico il parroco, don Benedetto Strumiello, ha annunciato il ritorno alla celebrazione della santa messa con i fedeli; così, dopo due mesi, l’avviso “Domenica santa messa senza popolo per il popolo” viene tolto per lasciare spazio alla speranza di un ritorno alla normalità.

 

 

Il ritorno alla celebrazione con l’assemblea ha richiesto l’adeguamento di tutti i parroci, responsabili legali delle parrocchie, al rispetto delle norme previste dal Decreto ministeriale e dalla Segreteria Nazionale della CEI e alle linee guida previste nel Decreto dell’arcivescovo, mons. Seccia.

In vista della “riapertura” il parroco ha adottato le dovute precauzioni: la chiesa è stata sottoposta ad una pulizia straordinaria; all’ingresso sono stati collocati 2 dispenser con gel igienizzante; è stata richiamata l’attenzione sull’uso della mascherina con apposita cartellonistica; è stato individuato il numero massimo di persone, 80, che possono partecipare alla santa messa nel rispetto delle distanze garantite; sono stati distanziati i banchi portando ad un metro e mezzo la distanza, per trasmettere maggiore tranquillità e serenità a coloro che parteciperanno alle celebrazioni; è stato creato un gruppo di volontari per: regolare il flusso all’ingresso in chiesa, indicare i posti dove potersi sedere, garantire l’ordine e il rispetto della distanza anche quando si va a fare la comunione che viene data rigorosamente sulla mano, organizzare l’uscita a fine messa perché non si formassero assembramenti, preoccuparsi dell’igienizzazione dei banchi al termine di ogni celebrazione.

Rispettare queste norme vuol dire assumere un comportamento socialmente responsabile anche in chiesa per tutelare la propria salute e quella degli altri; non rispettarne una sola di queste vorrebbe dire non aver rispetto per tutte quelle persone che in questi mesi hanno sofferto per la malattia e la perdita dei propri cari, vanificare gli sforzi di tutti coloro che in questi giorni hanno dato tanto sacrificando se stessi.

Malgrado le preoccupazioni ed i timori, i fedeli che hanno partecipato alla prima messa, quella del 18 maggio, lo hanno fatto nel rispetto delle regole, con piccole difficoltà da parte dei più anziani che, memori delle vecchie abitudini, dimenticavano di aprire le mani per ricevere la Santa Comunione.

Domenica i fedeli sono ritornati a partecipare alla messa distribuendosi nelle tre messe; i posti non erano tutti occupati, ma era prevedibile e comprensibile. Negli occhi di qualcuno era possibile intravedere la gioia e l’incredulità, in altri ancora la preoccupazione.

“La chiesa madre ha riaperto per la santa messa con il popolo di Dio nella solennità dell’Ascensione del Signore - ha detto don Benedetto -. È stata una domenica sottotono, ridotta. Il timore per l’emergenza coronavirus ha limitato le presenze alle celebrazioni festive a porte aperte. Gli anziani hanno preferito rimanere a casa, magari convinti dai figli. Certamente in me e nelle persone c’era la gioia del ritrovarsi insieme attorno all’altare del Signore. Tanta, tanta emozione! Pensavo durante la celebrazione: “Cosa il Signore ci vorrà dire?”. Dobbiamo riflettere su questi momenti difficili uno stimolo positivo a trarre dal male anche un bene”.

Andrà tutto bene… ed ora dipende anche da noi!

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus