Si è conclusa domenica scorsa la Missione popolare cittadina a San Pietro Vernotico con la celebrazione eucaristica in Piazza del Popolo presieduta da Padre Francesco Lugarà e concelebrata dagli altri Oblati missionari di Maria Immacolata (Omi) e dai parroci della città.

A rendere grazie al Signore e ringraziare i missionari, le suore, i laici ed i giovani che per una settimana hanno invaso San Pietro Vernotico, c’era una piazza piena di fedeli delle tre comunità parrocchiali e di tutti coloro che in questi giorni hanno incontrato per le strade i missionari o hanno aperto la loro casa quando porta a porta hanno girato per le vie del paese.
È stata una settimana impegnativa e ricca di momenti che hanno segnato il cuore di tutti coloro che si sono lasciati avvicinare, di coloro che senza diffidenza alcuna hanno incrociato il loro sguardo o hanno avuto modo di scambiare una parola.
Martedì e mercoledì i missionari sono stati impegnati nei centri di ascolto nelle quindici famiglie che hanno accolto questa iniziativa ed hanno ospitato i missionari e tutti coloro che hanno voluto provare a fare questa nuova esperienza: condividere le proprie riflessioni partendo dall’ascolto del Vangelo; il primo giorno riflettendo sull’importanza della ricerca di Gesù ogni volta che nella propria vita ci si è allontanati da lui; il secondo giorno sulla figura di Marta e Maria che ospitano Gesù in casa vivendo in maniera differente questo momento.
Giovedì c’è stata un’assemblea presso il teatro “don Bosco”: Padre Antonio con una sua meditazione sulla Chiesa ha aiutato i partecipanti a tirare le somme e riflettere su quanto detto negli incontri precedenti. Emozionante il momento in cui tutti coloro che hanno ospitato i centri d’ascolto nelle proprie case, hanno riportato le lampade che nei giorni precedenti erano state loro affidate per essere accese durante le serate d’ascolto.
Venerdì è stato il momento della riconciliazione e del perdono: la liturgia penitenziale iniziata in Piazzetta Beniamino Persano si è mossa verso la chiesa dei Santi Angeli Custodi dove i missionari ed i parroci hanno confessato quanti, giovani e non, hanno scelto di accostarsi al sacramento della riconciliazione.
Nella giornata di sabato il pomeriggio è stato dedicato ai ragazzi del catechismo e dell’Acr che hanno fatto festa insieme presso l’Oratorio dei Santi Angeli; la sera, invece, c’è stato un momento di preghiera e adorazione in chiesa madre, “Luce nella notte”; dopo un primo momento di preghiera i missionari sono usciti per strada avvicinando coloro che passavano per caso invitandoli a fermarsi a pregare qualche minuto in chiesa.
La celebrazione eucaristica conclusiva di domenica mattina è coincisa con il momento dei ringraziamenti con i quali don Benedetto Strumiello ha ringraziato tutti: i padri Omi, le suore, i laici, i giovani, il coro interparrocchiale, le famiglie ed i singoli che in questi giorni hanno aperto le loro case per ospitare coloro che venivano da fuori. “Abbiamo sentito attraverso questi fratelli e sorelle la presenza del Signore, del suo amore, il desiderio di portare il Vangelo di Gesù a tutti con gioia, zelo ed impegno. Non avremmo potuto fare una cosa più bella nel nostro paese in questi nove giorni: portare Gesù dovunque; penso che non ci sia stato luogo o persona che non sia stata raggiunta dal Signore e dalla Parola di Gesù portata da questi nostri fratelli e sorelle”.
Poi ha concluso con un auspicio ed un invito: “Con questa liturgia si conclude la Missione ufficiale, però comincia la nostra missione, dobbiamo sentire la gioia con molta semplicità di annunciare Gesù attraverso la nostra vita, le nostre opere, e attraverso la nostra parola essere testimoni di Gesù. In questi giorni il Signore ha seminato nei nostri cuori tanto bene e tanto amore facendoci sentire il desiderio di comunicare tutto questo agli altri perché, come diceva Papa Benedetto XVI: è per attrazione che ci si avvicina a Gesù”.
Anche Padre Francesco si è soffermato sulla Missione, mettendo in risalto la comunione tra i parroci che “ha permesso di iniziare questa missione in una comunità cittadina priva di confini da abbattere e divisioni”. Ha ringraziato la segreteria della missione che, fidandosi e provando a capire ciò che all’inizio poteva apparire incomprensibile, ha accompagnato i missionari in questa settimana. “La Missione anche al suo termine rimane un mistero perché è Dio che ha operato in questa settimana e Lui lascia sempre quel margine di mistero per farci andare sempre alla ricerca. Questa Missione è andata sicuramente bene, ma è andata secondo il cuore di Dio. Abbiamo trovato un popolo che si vuole bene, che ha un buon rapporto con le comunità parrocchiali, è un popolo che non ha vergogna di chiedere aiuto quando ha bisogno, è un popolo aperto; la missione è stata dunque non solo accoglienza ma anche un mettersi accanto all’altro, un accompagnare il fratello, soprattutto il fratello più bisognoso che vive nelle sue fragilità fisiche e spirituali”.
“La Missione - ha concluso - è stata un grazie, un’Eucarestia, il coraggio di spezzarsi per gli altri, un’occasione per incontrare tante persone, il loro cuore, le loro storie, le loro lacrime ed i loro sorrisi.”

