Il 21 dicembre ricorre l'anniversario dell'ordinazione sacerdotale del nostro parroco don Gino Scardino (LEGGI).

 

 

 

 

Cinquant'anni di sacerdozio hanno certamente portato un carico di avvenimenti, di incontri, di esperienze belle e meno belle, di capovolgimenti, perché la vita di chiunque è fatta così e a maggior ragione quella di un uomo che ha dedicato la sua vita a Dio.

In questi 50 anni chi ha incontrato e parlato con don Gino non è rimasto indifferente alla sua profonda fede che si manifesta in una grande disponibilità all'ascolto e in un'infinita pazienza verso tutti. L'impegno, l'amore che pone nel far crescere la Comunità come una grande famiglia non sfuggono a coloro che operano al suo fianco come catechisti, ministri istituiti, educatori, a coloro che fanno parte di un gruppo o di un'associazione.

Per San Paolo il sacerdote è l’amministratore dei misteri di Dio e il dispensatore dei beni della salvezza, uomo della Parola e del mistero della fede che, celebrando l’Eucaristia, rende presente Cristo. In questo senso, don Gino incarna pienamente questa missione. Non sfugge il suo essere d'esempio, il suo fare per primo le cose, anche le più semplici, prima di chiederle agli altri, il suo spendersi tutto per il popolo che Dio gli ha affidato.

Quel 24 settembre del 2000 don Gino ritornava a San Cesario per essere il nostro parroco. Nostro, di noi che lo avevamo conosciuto da bambini, avuto vicino da adolescenti e che da giovani, con tanto dispiacere, lo avevamo visto andare via. E un cantico risuonava nella nostra chiesa madre: niente ti turbi, niente ti spaventi. Solo Dio basta, la pazienza supera tutto. Mai canto fu più profetico. Da quella calda domenica di settembre quante storie da ricordare, personalmente e comunitariamente. Quante sfide in questi 25 anni. Quante iniziative. Quanti progetti. E anche quanti problemi. Quanti dolori. Quante gioie. E soprattutto quanto lavoro. Tutto affrontato sempre con fede e speranza, le due sorelle sempre al fianco l'una dell'altra, sorrette dalla carità che non faceva mai dimenticare l'altro, gli altri.

Una tra tante è l'impresa immane e meravigliosa del restauro della nostra chiesa matrice intitolata a Santa Maria delle Grazie. Solo un parroco attento e lungimirante come don Gino poteva fare una cosa così grande. L'antica chiesa parrocchiale viene riportata, dopo un restauro durato tre anni, alla sua maestosità e bellezza artistico-architettonica. L'edificio sacro è stato restaurato in tutte le sue parti, sia quelle visibili sia quelle che non si notano, ma che hanno richiesto importanti lavori di manutenzione. Il motivo principale dell'intera opera è riportato su una delle tre campane aggiunte a

quelle già esistenti sul campanile: Ad maiorem Dei gloriam. Tutto è stato fatto per la maggior gloria di Dio, in ogni ambito della vita parrocchiale.

Don Gino ha insegnato ai catechisti e agli educatori che la formazione dei giovani richiede fede, spirito di servizio, studio e impegno costante. Con il suo esempio ha mostrato che la carità si vive nel silenzio, senza attendere riconoscenza, perché Dio vede e conosce il cuore di chi opera per il Vangelo. La sua vocazione è stata segno del profondo scambio tra Dio e l’uomo, in cui l’umanità diventa strumento di salvezza. Per la comunità è stato conforto e guida, condividendo gioie e fatiche, ascoltando paure e speranze. Come un padre, più di un padre, è attento alle tematiche giovanili ed ha donato alle comunità di San Cesario l'Oratorio di San Salvatore da poco inaugurato.

“Va con l'entusiasmo del missionario, con l'amore senza confini a quanti ogni giorno avvicinerai”, così scriveva il vescovo Michele Mincuzzi nella Bolla di nomina a parroco di San Vito in Lequile nel marzo 1983. E don Gino ha fatto sue quelle parole, prima a Lequile e poi nella nostra comunità a San Cesario.

Auguri don Gino! Il Signore ti doni la forza necessaria per continuare a lavorare nella sua vigna e la Vergine Maria renda sempre feconda la tua testimonianza.

 

 

 

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