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Novoli e il Salento si apprestano a celebrare Sant’Antonio Abate, a conclusione di un anno che ha messo a dura prova l’intera comunità.

 

CS2c

 

Proprio per questa ragione, Novoli non rinuncia completamente al festeggiamento, ma l’amministrazione comunale con tutti gli enti partner ha ritenuto nella precarietà del momento, trasformare questo appuntamento, esaltandone la dimensione simbolica attraverso una celebrazione rituale che, a porte chiuse, possa essere trasmessa in tv e condivisa con i fedeli e la comunità tutta, ben oltre la dimensione locale. Sono stati questi i contenuti centrali della conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina nel santuario Sant’Antonio Abate in Novoli e in diretta su Portalecce (CLICCA QUI) cui hanno preso parte Marco De Luca (Sindaco di Novoli e Presidente Unione dei Comuni del Nord Salento ), Loredana Capone (Presidente del consiglio regionale della Puglia), Dina Manti (Assessore provinciale alla Cultura e Sindaco di Corigliano d’Otranto) Sabrina Spedicato (assessore alla cultura del comune di Novoli), don Luigi Lezzi e Padre Antonio Parrino (rispettivamente parroco di Sant’Antonio Abate e predicatore del novenario che ha avuto inizio il 7 gennaio).

“Raffigurando la comunità intenta a compiere un atto simbolico - scrivono gli organizzatori in una nota -, intendiamo preservare la dimensione sacrale dell’accensione della Fòcara, che assume così un valore apotropaico, un rito purificatorio, una preghiera di liberazione dal male di questo tempo, un atto di devozione di una comunità ferita che chiede simbolicamente di essere liberata”.

La piazza di Sant’Antonio (CLICCA QUI) il prossimo 16 gennaio torna ad essere il centro di una festa ridimensionata nei numeri, ma non nella sua spettacolarità. La Fòcara, che negli anni scorsi bruciava maestosa nella periferia del paese, è ripensata per occupare un luogo centrale della comunità direttamente connesso al Santo. Il carattere religioso si unisce ancora una volta alla ritualità laica espressa in anni e anni di tradizione. Questo connubio si realizza anche a livello sonoro, nell’affidare a Cesare Dell’Anna la composizione di un percorso musicale che attinga alla tradizione della musica sacra e delle processioni bandistiche del Sud Italia, rinnovate e contaminate con il folk e il balkan.

Si unisce a questo primo tempo, un secondo più disteso, ad accensione avvenuta, affidato all’Orchestra Popolare della Notte della Taranta diretta da Daniele Durante che propone un percorso musicale che accosta la nostra tradizione al fado portoghese, l’antidoto contro le tentazioni del virus nel rapporto tra la devozione al Prometeo cristiano, Sant’Antonio, e la tradizione popolare.

Aprirà la serata una versione inedita dell’Inno a Sant’Antonio, arrangiata da Cesare e Alessandro Dell’Anna, il primo autore anche delle musiche del videomapping “Le fascine della memoria” con cui si racconterà un viaggio poetico e antropologico nelle radici del rito. Il mapping è realizzato da Insynchlab di Lecce e ha suscitato nei giorni scorsi una grande partecipazione nella raccolta di materiale proveniente dagli archivi privati novolesi, donati alla causa, come anticamente si donavano le fascine per comporre la Fòcara.

L’evento ideato da Mirko Piro coinvolge numerosi artisti, dal regista Tonio De Nitto che firma la direzione artistica dell’evento, alla coreografa Barbara Toma, la costumista Lilian Indraccolo, gli artisti del Teatro Traballante guidati da Dario Cadei, l’ensemble musicale di Giro di banda e Piano di Banda diretti da Cesare Dell’Anna, l’Orchestra Popolare della Notte della Taranta diretta da Daniele Durante.

* Foto di Alessandro Serio

 

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