Il primo incontro tra me e Lorenzo è avvenuto nel mio ultimo anno di servizio come rettore del seminario diocesano di Lecce.

Lorenzo era un ragazzino che aveva appena finito le scuole medie e, iniziando le superiori, chiedeva di essere accolto nella comunità del seminario con il desiderio nel cuore di diventare sacerdote. L’anno dopo, iniziando il mio servizio di parroco a Sant’Andrea Apostolo in Novoli, me lo sono ritrovato come seminarista della parrocchia. Un legame, insomma che da allora, con diverse modalità, non si è mai spezzato. Così, ho potuto accompagnare la crescita non solo fisica e umana di Lorenzo, ma anche e soprattutto i suoi progressi spirituali.
Non c’è dono più bello per un sacerdote accompagnare il dipanarsi, soprattutto nell’età giovanile, di una vocazione che Dio riserva per il ministero ordinato. Diventa non solo un dono per la Chiesa, ma anche per il presbitero che ha la gioia di seguirne lo sviluppo e la crescita in tutte le varie tappe. Per questo motivo oggi non posso che esultare nel Signore per il l’Ammissione tra i candidati al diaconato e al presbiterato di Lorenzo. È il primo passo pubblico nel quale Lorenzo esprime alla comunità intera, alla Chiesa, che quel sogno cullato fin da bambino di diventare sacerdote non è il pensiero di un momento, ma nel discernimento vissuto in questi anni, il riconoscimento da parte sua e della Chiesa che la sua esistenza si può decisamente orientare al grande “dono e mistero” che è il sacramento dell’Ordine.
La Chiesa di Lecce, nella persona dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta (domenica prossima alle 19 nella matrice di Novoli) accetta la volontà di Lorenzo di offrire la sua vita per Cristo e il suo Vangelo. Non solo. La Chiesa con questo rito chiederà a Lorenzo ad applicarsi con rinnovato impegno nel portare a termine la sua preparazione (cfr. Cei, La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana, § 111).
Dal fermento che si respira nella comunità novolese per questo primo passo ufficiale di Lorenzo - domani 17 luglio alle 21, nella parrocchiale della Madonna del Pane, in preparazione all’evento, è programmata anche una veglia di preghiera vocazionale - mi convinco sempre di più, e ancor di più, di come la vocazione al presbiterato non sia un fatto privato, ma nasce da una comunità che come una madre genera ed è per la Chiesa intera della quale diventerà ministro sul modello di Cristo Buon Pastore.


