Un filo sottile, intessuto di fede sincera e solidarietà concreta, unisce la comunità di Novoli alla figura monumentale di Sant'Annibale Maria di Francia, fondatore dei Padri Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo.

Questo legame storico, che affonda le sue radici nei primi decenni del Novecento, sarà al centro dell'attesissimo incontro culturale e di preghiera intitolato "Pane della Terra, Pane del Cielo: il passaggio di Padre Annibale Maria di Francia a Novoli", che si terrà stasera 15 luglio alle 21 nella chiesa della Madonna del Pane a Novoli.
Come documentato dalle preziose memorie biografiche e dai testi locali (tra cui le ricerche contenute nel volume "I luoghi di Padre Annibale" di Nicola Bollino), la presenza del santo nel comune salentino non è stata un semplice passaggio transitorio, ma un momento di profonda comunione spirituale. Era il 2 novembre 1917 quando Padre Annibale, profondamente toccato dalle sofferenze della Prima guerra mondiale e dalla scarsità di cibo che stringeva il paese, inviò una circolare accorata a tutte le case rogazioniste.
In quella missiva, il sacerdote esortava i responsabili delle comunità a procurarsi un quadro della Madonna del Pane e a esporlo nei refettori e nelle cucine, istituendo la consuetudine di recitare un’Ave Maria prima e dopo i pasti. Un rito di affidamento che a Novoli divenne tradizione comunitaria viva a partire dagli anni Cinquanta, legando indissolubilmente il pane quotidiano, segno della provvidenza materiale, al pane dello spirito. La Provvidenza mise infatti nelle mani di Sant'Annibale il pane per sfamare orfani e derelitti, ricordandoci come il santo abbia pregato la Vergine a Novoli affinché venisse colmata anche quella povertà interiore che l'uomo, allora come oggi, si porta dentro.
Dalle cronache storiche dell'ottobre 1999 (pubblicate sul periodico "Il Villaggio del Fanciullo - San Nicola"), emerge un ulteriore e commovente dettaglio: durante le delicate fasi del primo conflitto mondiale, il Canonico siciliano si recò in pellegrinaggio proprio a Novoli, nel Santuario della Madonna del Pane. Lì, in ginocchio, invocò con fervore la Vergine affinché facesse finire la guerra, facendosi portavoce del dolore straziante delle madri, delle mogli e dei figli dei soldati salentini al fronte.
La devozione novolese si arricchisce anche di suggestivi incroci profetici: si ricorda infatti come la veggente di La Salette, Mélanie Calvat, che dimorò a Galatina nel 1897, portò e fece affiggere nel refettorio e nel mulino della comunità dello Spirito Santo a Messina - dove era stata inviata proprio da Padre Annibale a dirigere la comunità delle Figlie del Divino Zelo - due quadri riproducenti l'incontro tra la Vergine e la piccola Giovanna nella storica e antica “cuneddra” di Vico Mazzotti a Novoli.
L'appuntamento di stasera rappresenta dunque un'occasione imperdibile per la cittadinanza e per gli appassionati di storia patria di riscoprire le radici di una "carità sociale" che appare più che mai attuale. L'incontro, promosso in sinergia dalle parrocchie di Sant'Antonio Abate e di Maria Santissima del Pane, vedrà l'autorevole intervento di Padre Angelo Sardone, segretario provinciale della Congregazione dei Padri Rogazionisti e profondo conoscitore della teologia e dell'opera di Sant'Annibale.
La serata si prefigura come un momento di alta riflessione collettiva, volto a rinnovare l'impegno verso gli ultimi e a riscoprire, attraverso la lente della memoria storica, l'attualità del messaggio di un santo che ha saputo trasformare la devozione in operosa e instancabile carità.


