Domani 26 marzo, alle 19 il salone parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo a Novoli ospiterà un importante appuntamento culturale e spirituale: la presentazione dell'ultima opera di mons. Luigi Manca, intitolata "La Patria si è fatta via - Questioni agostiniane (ri)aperte" (Edizioni Viverein, 2026).

L’incontro, che si preannuncia come un profondo momento di riflessione antropologica e teologica, vedrà l’autore dialogare con la psicoterapeuta Francesca Giannelli, il parroco di Sant’Andrea, don Stefano Spedicato, e il direttore di Paisemiu.it, Antonio Soleti.
Il libro di mons. Manca nasce da un lungo percorso di studio sui Padri della Chiesa e, in particolare, sulla figura monumentale di Agostino d’Ippona. Come sottolineato nella prefazione dell’arcivescovo di Lecce, Angelo Raffaele Panzetta, il testo invita a "salire sulle spalle" di un gigante per guardare il mondo con occhi nuovi.
Il titolo stesso, "La Patria si è fatta via", racchiude il nucleo del pensiero agostiniano riletto dall'autore: il superamento dell'insufficienza del platonismo. Se per i filosofi antichi la "Patria" era una meta intravista ma irraggiungibile, per Agostino - e nella sintesi di Manca - la Patria diventa accessibile perché si è fatta "Via" nell'umiltà di Cristo (Deus humilis).
L'opera non si limita a un'analisi accademica, ma esplora questioni perenni che intercettano le fatiche dell'uomo contemporaneo: l'integrazione tra fede e vita, una sfida che si realizza quando la fede diventa principio di responsabilità e amore; il valore della verità, attraverso l'analisi del De mendacio, Manca riflette sull'incompatibilità radicale tra vita cristiana e menzogna, quest'ultima vista come un sovvertimento distruttivo della realtà e dell'interiorità. Infine, la Chiesa come "Città Pellegrina": riprendendo il De civitate Dei, l'autore descrive la Chiesa non come una struttura statica, ma come una comunità in cammino (peregrinatio), mossa dall'amore di Dio.
Mons. Manca evidenzia come l'eredità di Agostino sia più viva che mai, influenzando profondamente anche il magistero attuale. Il testo dedica infatti un'attenzione particolare alle citazioni agostiniane presenti nei primi discorsi di Papa Leone XIV, suggerendo come la riflessione del Santo d'Ippona continui a essere una "stella polare" per il ministero petrino e per la comprensione dell'unità ecclesiale.


