Oggi 31 gennaio la comunità di Villa Convento si raccoglie attorno al suo patrono, Sant’Antonio Abate, per una festa che non è solo tradizione, ma autentico cammino di fede e di appartenenza.

 

 

Dopo Novoli e Carmiano, è la frazione nord salentina a vivere giorni intensi di preparazione spirituale, confermando come le feste patronali continuino a rappresentare un presidio pastorale fondamentale per la vita delle comunità.

Per tre giorni, infatti, Villa Convento si è messa in ascolto della Parola attraverso le meditazioni dei sacerdoti che hanno spezzato il pane della Parola e dell’Eucaristia - don Alberto Taurino, Padre Mikael Darmi e don Stefano Spedicato - insieme al parroco, don Francesco De Matteis. Un percorso che ha aiutato la comunità a riscoprire il senso profondo della festa: non un evento da consumare, ma un’esperienza da vivere, capace di nutrire la fede e rinsaldare i legami.

Il cuore dei festeggiamenti, oggi 31 gennaio. Alle ore 17 la processione con il simulacro di Sant’Antonio Abate attraverserà le vie del paese, gesto antico e sempre attuale che rende visibile una fede che cammina insieme al suo popolo. Seguirà la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Francesco e, alle 20, l’accensione della Fòcara, segno identitario della devozione antoniana, che quest’anno si presenta con dimensioni imponenti: una circonferenza di 9 metri e un’altezza di 14 metri.

Ma la grandezza della Fòcara non è questione di record. Lo ha sottolineato lo stesso don Francesco De Matteis:
«Non vogliamo esibire nessun patentino o attestato di record, ma desideriamo riconsegnare alla comunità tutta la Fòcara più alta e più grande mai realizzata prima. Dentro a un miracolo d’amore c’è la parola che profuma di ringraziamento: ai volontari “veterani” e ai volontari “giovani”, che portano nel cuore il senso di una tradizione che si rinnova e che custodisce l’appartenenza di una comunità affidata a Sant’Antonio Abate».

Parole che restituiscono il significato più autentico della festa: un’opera corale, costruita nel silenzio e nella dedizione, dove generazioni diverse si incontrano e si riconoscono parte di un’unica storia di fede.

Domani 1 febbraio i festeggiamenti proseguiranno con la santa messa delle 8.30. Alle 10, nel largo antistante la chiesa, si terrà la tradizionale benedizione degli animali, gesto fortemente simbolico che richiama il legame tra Sant’Antonio Abate, il creato e la custodia della vita. Alle 18, l’Eucaristia presieduta da don Luigi Lezzi concluderà il programma religioso.

Accanto alla dimensione liturgica, non mancheranno i momenti di convivialità: sempre oggi, dopo l’accensione della Fòcara, musica in piazza e stand gastronomici a cura degli operatori di pastorale offriranno spazi di incontro e condivisione, perché la fede, quando è autentica, sa diventare anche festa, relazione, comunità.

La celebrazione di Sant’Antonio Abate a Villa Convento si conferma così non solo come evento identitario, ma come tempo prezioso di evangelizzazione e di comunione, in cui la tradizione si fa linguaggio vivo e la pastorale incontra il cuore della gente.

 

 

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