Novoli si è confermata ancora una volta la capitale del fuoco e della devozione popolare. La giornata di ieri ha visto il culmine dei festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate, un evento che fonde riti religiosi secolari con il fascino primordiale del falò più grande del Mediterraneo.

 

 

Come da tradizione, uno dei momenti più iconici e partecipati è stato nel pomeriggio il rito della benedizione degli animali presieduto dal parroco don Luigi Lezzi. Sul sagrato della chiesa, una folla di fedeli ha presentato i propri compagni a quattro zampe - dai piccoli animali domestici agli esemplari più grandi - per ricevere la protezione del santo, storicamente invocato come patrono degli animali

A seguire, la festa si è spostata lungo le vie della città con la solenne processione con l’antico simulacro del santo, sempre presieduta da don Luigi, cui hanno preso parte i sacerdoti originari di Novoli. La statua di Sant'Antonio Abate, portata a spalla dai devoti, ha attraversato il paese in un clima di preghiera e canti, accompagnata dalle autorità civili e militari.

Il momento più atteso della serata di ieri è stato, senza dubbio, l'accensione della Fòcara, l'imponente monumento di ingegneria contadina composto da migliaia di fasci di tralci di vite (sarmenti). Le fiamme, sprigionatesi dopo una suggestiva cerimonia e lo spettacolo pirotecnico, hanno avvolto la grande pira che ogni anno attrae migliaia di visitatori e pellegrini.

Oggi, 17 gennaio è il giorno della festa patronale. Le messe al santuario, a partire dalle 7,30 sono programmate ogni ora fino alle 12,30. La solenne celebrazione eucaristica delle 10,30 sarà presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta. Nel pomeriggio messe alle 16,30, 17,30 e 18,30.

 

Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

 

 

 

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