Vicinanza, accoglienza, servizio concreto verso chi è nella prova: è questo lo stile di Gesù che il Vangelo ci consegna oggi.

 

 

Lo vediamo entrare nella casa di Pietro, farsi prossimo alla sua famiglia, chinarsi sulla suocera malata e restituirle la salute. Ma subito dopo, quasi a custodire il senso più profondo di quei gesti, Gesù si ritira in disparte, nel silenzio, per pregare, per rinnovare il dialogo intimo con il Padre che è nei cieli.

In questo ottavo e penultimo giorno della novena in onore di Sant’Antonio Abate, patrono di Novoli, la riflessione di Fra Tommaso Mianulli ci invita a cogliere una profonda similitudine tra il comportamento di Gesù e la scelta radicale del Santo del deserto. Come Gesù si sottrae per un momento alla folla per rientrare nel cuore della sua relazione con il Padre, così Sant’Antonio Abate lascia i beni, le sicurezze e ogni appoggio umano per abitare il deserto, luogo di silenzio e di ascolto, dove vivere una comunione più autentica con Dio.

Un invito, anche per noi, a tenere insieme l’amore operoso verso i fratelli e la fedeltà alla preghiera, perché solo da un rapporto vivo con il Padre può nascere una testimonianza credibile del Vangelo.

 

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