Villa Convento ha vissuto un pomeriggio di intensa partecipazione e profondo significato comunitario sabato scorso quando, nell’oratorio parrocchiale, il parroco don Francesco De Matteis ha benedetto ufficialmente la nuova cappella per la preghiera personale e comunitaria e il nuovo campo da gioco, due spazi rinnovati che rappresentano un investimento concreto sul presente e sul futuro della comunità.

 

 

 

Alla celebrazione eucaristica e al momento inaugurale hanno preso parte numerose autorità civili, rappresentanti istituzionali dei comuni di Novoli e Lecce, oltre a una folta rappresentanza della comunità parrocchiale di Villa Convento, insieme a fedeli, famiglie, giovani e associazioni del territorio. Una presenza corale che ha reso evidente il forte legame tra Chiesa, istituzioni e cittadinanza.

Nel suo intervento conclusivo, don Francesco ha voluto richiamare il senso profondo dell’evento partendo da una citazione di Roberto Benigni: “Le cose più importanti della vita non si apprendono, non si imparano ma si incontrano”. Proprio l’incontro è stato il filo conduttore dell’intera giornata: incontro con Dio, con sé stessi e con gli altri.

La nuova cappella, intitolata a San Filippo Neri e al San Carlo Acutis, è stata presentata non come un semplice spazio rinnovato, ma come un vero e proprio invito al silenzio e alla profondità, “il Centro del Centro”, come lo ha definito il parroco. Un luogo pensato per essere aperto a tutti, sempre accessibile, dove affidare una preghiera, una preoccupazione o un ringraziamento, immersi “tra l’azzurro del cielo e la delicatezza di una luce”.

Accanto alla dimensione spirituale, anche quella educativa e relazionale ha trovato spazio nella benedizione del nuovo campo da gioco, intitolato alla memoria di Franco Pati, a cinque anni dal suo dies natalis. Don Francesco ha sottolineato come il gioco sia uno strumento fondamentale di crescita: “Il gioco educa, il gioco unisce, il gioco apre orizzonti”, ricordando quanto sia importante offrire ai giovani luoghi belli, sicuri e accoglienti, capaci di farli sentire a casa.

Non sono mancati i ringraziamenti alle istituzioni civili, la cui presenza è stata definita “segno di vicinanza e collaborazione”, e alle numerose realtà associative che animano il territorio: l’associazione La Spiga, l’Avis con i suoi giovani, l’associazione sportiva di Nando e Sara Quarta, esempi concreti di una comunità viva e plurale.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dei due progetti: volontari, tecnici, benefattori ed educatori, ricordati uno ad uno come testimoni di un lavoro “incessante e fatto per amore”. “Se ci sarà qualche imperfezione - ha aggiunto don Francesco - non è forse quell’imperfezione che rende perfetta la nostra vita?”

La serata si è conclusa in un clima di festa e gratitudine, affidando al Signore e a Maria Santissima del Buon Consiglio il cammino futuro della comunità. L’augurio condiviso è che la cappella e il campo da gioco diventino spazi vivi e custoditi, capaci di rafforzare la fede, far crescere le relazioni e rinnovare il tessuto sociale.

Come recitava lo slogan dell’evento, è stata davvero “un cuore solo, una grande festa”, simbolo di una comunità che guarda avanti con speranza, mettendo al centro i giovani e il valore dell’incontro.

 

 

 

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