È stato giorno di festa, quello di ieri, sabato 19 dicembre, per il popolo di Monteroni: ha accolto il suo don Marcello, vestito degli abiti belli, quelli cardinalizi che, dallo scorso 28 Novembre, data in cui come Prefetto della Congregazione per le cause dei santi è stato creato cardinale da Papa Francesco, lo rendono principe di Santa Romana Chiesa.
Due cammini iniziati quasi in contemporanea: sono quello del card. Marcello Semeraro e quello di Mariolina Pizzuto, sindaco di Monteroni che, commossa ha rivolto al neo porporato parole di accoglienza orgogliosa, al termine della celebrazione eucaristica di ieri sera in chiesa madre.
Ci sono ricordi davvero delicati, finanche commoventi, nella memoria di una piccola comunità. Nel caso di Monteroni era nota quella tendenza, tipica dei nonni, delle persone di un tempo, di leggere, con disarmante limpidezza, qualsiasi avvenimento in chiave soprannaturale. Si può provare a farlo ancora.
Oggi ritorno a casa da cardinale nella terra che gli ha dato i natali: il card. Marcello Semeraro in visita ufficiale a Monteroni. Prima l’accoglienza (alle 17) in municipio dove riceverà il saluto del Prefetto di Lecce, Trio e del sindaco Pizzuto, fiera come tutta la comunità locale di poter annoverare un cardinale tra i suoi cittadini illustri.
Ringrazio Portalecce per l’opportunità che offre anche ad un “cristiano qualunque”, tale io mi ritengo, di partecipare alla gioia dell’intera comunità salentina, per l’importante servizio alla Chiesa universale cui è stato chiamato colui che in molti, nel cuore, continuiamo a chiamare “don Marcello”.
Prima di scrivere il seguente pensiero, mi sono chiesto più volte se ne valesse la pena, visto quanto ho letto e quanto è accaduto in queste ore in riferimento al dono che l’amministrazione comunale ha voluto porgere a mons. Semeraro in occasione della sua elevazione alla “porpora cardinalizia”.