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Ai tempi del coronavirus, la tesi di laurea si discute online. E il web si trasforma in una roccaforte per tantissimi che tagliano lo storico traguardo in piena pandemia. Più che una barriera, lo schermo del pc diventa l’oblò che lascia intravedere squarci di futuro.

 

 

Ecco quindi gli studenti che si laureano in salotto, con i commissari collegati in videoconferenza dalle proprie abitazioni. Un evento impensabile fino a poche settimane fa, ma che rappresenta già un capitolo di storia. Ormai sta accadendo dovunque, da un capo all'altro d’Italia. E in alcuni casi, anche a mille e rotti chilometri di lontananza. È la storia di Maria Elisabetta Giancane, 24 anni, di Monteroni, che lo scorso 30 marzo ha conseguito la laurea magistrale interateneo in Italianistica (110 e lode) presso l’Università di Udine. Lo ha fatto discutendo in videochat, dal salone dell’abitazione di famiglia di Monteroni, una tesi in filologia e storia della lingua italiana: il suo lavoro ha preso in esame una raccolta di testi popolareggianti conservati in un registro notarile padovano del XV secolo.

Sensazioni uniche per una novità che non conosce precedenti. È stato strano - racconta la giovane dottoressa - aspettare il mio turno senza avere intorno il tipico brusio che riempie i corridoi dell'università quando ci sono delle lauree: dovevo solo attendere, nel silenzio generale, lo squillo che mi avrebbe invitato nel gruppo su cui erano già connessi i membri della commissione. Lo squillo è arrivato e all'improvviso mi trovavo in un'aula virtuale. I docenti sono stati molto gentili e mi hanno messa a mio agio. All'inizio avevo un po' di difficoltà a concentrarmi, ma per il resto tutto si è svolto come nelle lauree normali: tensione, presentazione del lavoro, breve distensione, domande, risposte, curiosità, congedo”. Il pc, dunque, ha azzerato le distanze tra Udine e il Salento, ma non le emozioni che si sono poi sciolte in un brindisi virtuale. La proclamazione è stata una gioia. Dopo - sottolinea Maria Elisabetta - abbiamo stappato lo spumante: sia noi a Monteroni, sia i partenti e gli amici in collegamento da altre città. Sono queste emozioni a fare la laurea. Sono felice che le università si siano organizzate per permettere a tutti gli studenti di completare il proprio percorso: come si dice spesso, in questi strani giorni, "quando tutto sarà finito" avremo non uno, ma due motivi per festeggiare".

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus