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È fissata per domani alle 15,30 la celebrazione delle esequie di Giovanni Valentini, appuntato scelto della Guardia di finanza, deceduto in seguito al malore che lo ha colto nel primo pomeriggio di sabato scorso, mentre si allenava alla periferia di Monteroni di Lecce.

Dolore, incredulità, silenzio, sgomento… sentimenti e reazioni si sono rincorse nel cuore di tanti, mentre la notizia si diffondeva in fretta. Di fronte all’impotenza rispetto all’evento, da subito, è emerso in tutta la città, specie nella quartiere e nella comunità parrocchia del Sacro Cuore, il desiderio di esprimere la solidarietà verso la famiglia, la moglie e i figli. Quel senso di amicizia che diventa, nel dolore, necessità di essere accanto gli uni agli altri. Quel senso di vuoto rispetto alla mancanza di un uomo stimato e apprezzato, quel “Perché?” rivolto con lo sguardo al cielo da un’intera comunità, consapevole, in momenti come questo di come la morte possa riuscire ad essere amara una volta di più, di come la vita cambia irreversibilmente nel giro di pochi istanti, per quel senso di improvviso che gela più di un tiepido pomeriggio invernale, lasciando senza respiro.

La stessa famiglia aveva chiesto ulteriori accertamenti per poter stabilire con certezza le cause del decesso. E i giorni sono passati, lenti, nell’attesa. Una settimana sottratta alla normalità, in cui ciascuno ha potuto pensare, con tristezza o con rabbia, essere vicino, con rispetto ed amicizia. Una settimana di domande, nell’attesa di conoscere il giorno e l’ora dei funerali.

Saranno funerali di Stato, segno di appartenenza e di vicinanza a un servitore dello Stato da parte di tanti militari delle fiamme gialle. Sarà presente Padre Tommaso Chirizzi, cappellano militare della Guardia di Finanza, presiederà la celebrazione eucaristica con il rito delle esequie don Gianni Mattia, cappellano dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove la moglie di Giovanni, Emanuela, presta servizio come infermiera. Con loro concelebrerà ovviamente anche il parroco don Elio Quarta.

Tre sacerdoti, per guidare un popolo all’ascolto della Parola di vita, dove le parole umane sono limitate, per guardare al cielo con umile silenzio, perché dopo un fulmine a ciel sereno, la preghiera sia balsamo sulle ferite dell’anima, e la luce della vita passi tra le feritoie del dolore, allenando lo sguardo all’eternità.

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus