Il cammino di formazione e riflessione proposto dall'Azione Cattolica della parrocchia "Maria SS. Ausiliatrice" di Monteroni di Lecce, guidata dal parroco don Giorgio Pastore, prosegue con un tema centrale per la vita della Chiesa e della società civile: l'incontro tra fede e legalità.

È fissato per questa sera, martedì 25 novembre, alle 18.30, presso il salone parrocchiale di piazza Candido, il secondo appuntamento del cineforum intitolato "Legalità, fede e impegno: il Vangelo della Giustizia". Questa iniziativa, radicata nella pastorale, mira a stimolare la comunità parrocchiale - e non solo - attraverso la visione di opere cinematografiche che incarnano valori fondamentali per la crescita civile e spirituale. L'obiettivo è duplice: offrire uno strumento culturale per comprendere le sfide della contemporaneità e richiamare tutti a un forte senso di responsabilità civica, testimoniando la propria fede anche nel servizio alla giustizia e alla verità.
Per questo secondo incontro, il focus sarà incentrato sulla figura del Beato Rosario Livatino. Sarà proiettato il film "Il Giudice Ragazzino", diretto da Alessandro di Robilant e interpretato da Giulio Scarpati e Sabrina Ferilli, che ricostruisce la breve ma intensissima vita del magistrato siciliano. Livatino non fu soltanto un giudice profondamente cristiano, ma era anche legatissimo all'Azione Cattolica di cui faceva parte.
Questa appartenenza ha rappresentato la palestra del suo impegno: la sua fede non era un fatto privato, ma la radice del suo irremovibile servizio pubblico, un esempio luminoso di come laici preparati possano incarnare il Vangelo nelle professioni più difficili. La pellicola è un potente affresco che esplora il coraggio e l'integrità morale di chi si è speso fino in fondo per difendere lo Stato dall'aggressione della criminalità organizzata. Livatino fu assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990, a soli 37 anni. La sua dedizione, animata da questa profonda spiritualità, lo portò ad essere definito da Papa Giovanni Paolo II “un martire della giustizia”.
Nel 2021, Papa Francesco lo ha elevato agli onori degli altari, riconoscendo il suo sacrificio come un martirio in odium fidei (in odio alla fede) e proclamandolo beato. La causa di canonizzazione intanto va avanti. L'appuntamento di oggi sarà dunque un'occasione preziosa per approfondire il significato profondo della giustizia intesa come servizio e vocazione, e per conoscere più da vicino l'esempio di un Beato moderno che, come socio di Azione Cattolica, interroga la coscienza di ogni credente sul proprio contributo alla costruzione di una società più equa.
Negli anni scorsi, ha fatto tappa a Monteroni la più importante reliquia del magistrato di Agrigento: la camicia che indossava al momento dell’omicidio, mentre si recava, senza scorta, in tribunale, quando fu ucciso per mano di quattro sicari assoldati dalla Stidda agrigentina.


