Aperto ai fedeli al termine della messa di ringraziamento a conclusione dei solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antonio di Padova, patrono di Monteroni, uno spazio privilegiato all’interno del cappellone della chiesa matrice dedicato al card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, figlio della comunità parrocchiale e cittadino illustre, in segno di rispetto, affetto e profonda gratitudine.

 

 

 

La stessa cappella dove ancora oggi è collocato il fonte battesimale cui venne battezzato il piccolo Marcello ora si rinnova e si impreziosisce dei segni significativi del ministero pastorale e accademico del porporato monteronese. “Non è un museo - ha sottolineato il parroco don Giuseppe Spedicato - ma un piccolo segno di gratitudine e di affetto per dimostrare quanto questa comunità apprezzi e dia valore alla figura del nostro ‘don Marcello’, come affettuosamente lo chiama la nostra gente ma anche in apprezzamento del suo servizio donato alla Chiesa universale”.

“D’ora innanzi - ha proseguito don Giuseppe - noi utilizzeremo questo spazio per convegni, catechesi, incontri culturali, e non più per la celebrazione della messa che sarà sempre officiata sull’altare maggiore”.

Un gesto molto eloquente e indicativo che certamente cementa ancor di più il già forte legame del cardinale con la parrocchia che lo ha generato alla fede e alla vocazione al sacerdozio. Piacevolmente sorpreso, stupito ed emozionato Semeraro mentre rimirava il bellissimo espositore realizzato dalla ditta Schiavone di Campi Salentina, commissionato ed offerto dalla parrocchia matrice insieme con le tre confraternite del territorio (Assunta, Immacolata e Santi Medici).

“Un grazie mi sento di dirlo davvero con tutto il cuore - ha esordito il porporato -, e sono contento di donare questi oggetti significativi per me. Dietro ognuno di essi c’è una storia che lo accompagna, affinché la mia comunità parrocchiale possa avere un ‘tesoretto’ che mi rappresenta che diventi bene della parrocchia stessa”.

All’ingresso una targa che reca inciso lo stemma e il motto del cardinale: “In spiritu seminare” nonché le parole della dedica: “Il parroco don Giuseppe Spedicato e l’intera comunità parrocchiale al suo amatissimo figlio S. Em. il Card. Marcello Semeraro pastore zelante e modello di virtù a servizio della Chiesa con profonda stima e gratitudine. Monteroni di Lecce, 4 agosto 2025”. Sulla parete laterale una gigantografia del card. Semeraro che lo ritrae davanti ad un ritratto di San Paolo VI, il Papa del Concilio, il Papa riformatore, un pontefice innovatore e coraggioso, che ha aperto la Chiesa al mondo moderno, una figura a cui don Marcello, com’è risaputo, resta molto legato. E sotto il ritratto una sua frase virgolettata e firmata che recita: “Il Signore ci vuole collaboratori e solleciti protagonisti accanto a Lui”, pronunciata di recente durante le tante beatificazioni che egli presiedette.

All’interno della grande teca alcuni oggetti del suo ministero che raccontano la sua vita per il Signore e per la Chiesa. Una preziosa pianeta ricamata in oro con il suo stemma cardinalizio, donatagli a Roma, il camice ricamato a filet con uncinetto e punto tela, un tempo appartenuto al compianto don Angelo De Giorgio, custodito con cura, una mitria dorata, un pastorale argenteo, dono delle tre parrocchie di Monteroni in occasione della sua elezione a vescovo di Oria, un anello episcopale con pietra preziosa incastonata, una croce pettorale in oro e gli zucchetti viola e rosso ad indicare le dignità episcopale e cardinalizia. Un quadretto con una foto che immortala il momento dell’imposizione della berretta cardinalizia da parte di Papa Francesco, un prezioso volume della Bibbia Polyglotta donatagli da Papa Benedetto XVI, una preziosa reliquia di San Giustino de Jacobis, donatagli dalla comunità vincenziana della diocesi di Oria, una parte dei suoi scritti, lettere pastorali, pubblicazioni e tanto altro. Insomma, un’impronta davvero indelebile destinata a rimanere a perpetua memoria. Presente anche l’arcivescovo metropolita di Lecce, Angelo Raffaele Panzetta che si è detto entusiasta dell’iniziativa rivolta a un figlio eminente della comunità mettendo in mostra i segni di un ministero pastorale ed educativo che non solo fa onore a chi lo ha realizzato.ma, di riflesso, anche a tutta la diocesi “perché di fatto il card. Semeraro porta in tutto il mondo il nome della nostra Chiesa particolare come di questa cittadina che gli ha dato i natali”.

“La parola chiave questa sera è ‘gratitudine’ - ha sottolineato l’arcivescovo - verso un maestro autorevole nella vita di noi sacerdoti ma anche in quella delle persone in cui, sono convinto, abbia lasciato una traccia luminosa e indelebile che ci rende tutti orgogliosi di essere la sua gente, la sua terra, l’ambiente primordiale che lo ha generato. Grazie davvero per la formazione che ci hai dato e che hai diffuso a piene mani in tutti”.

Nel concludere il card. Semeraro ha poi annunciato l’uscita a breve di una sua nuova pubblicazione che è un bellissimo colloquio, avvenuto negli ultimi mesi del 2024, con il compianto Papa Francesco sulla figura di San Francesco d’Assisi, il santo di cui porta il nome e al quale ha ispirato molta parte del suo magistero sulla custodia del creato, la pace, la fraternità universale e non solo. Si intitolerà: “Papa Francesco. Il mio San Francesco”, con prefazione del card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano e con lettera del Santo Padre Leone XIV.

 

 

Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

 

 

 

 

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