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Giovanni, fratello di Peppino Impastato, ha presentato il suo libro “Oltre i cento passi “ (Editrice Piemme) e soprattutto ha desiderato condividere la sua esperienza, molto forte, della sua famiglia, della sua terra.

L’incontro, a Monteroni di Lecce, è stato organizzato dal movimento “Monteroni a Sinistra” (Mas) e dalla Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista presso il Laboratorio Urbano Hopera Space di piazza Falconieri.

È necessario ricordare che il 9 maggio 1978 (quarant’anni fa) Peppino Impastato veniva ucciso dalla mafia su ordine del boss mafioso Tano Badalamenti: un episodio che ha segnato profondamente la vita dell’Italia e soprattutto degli Italiani. Giovanni Impastato è stato presentato da Ernani Favale, segretario provinciale di Rifondazione Comunista e rappresentante del movimento “Monteroni a Sinistra”, e ha voluto evidenziare l’importanza della figura di Peppino nella lotta contro la mafia: “ […] Questa sera sabbiamo voluto Giovanni, non per celebrarlo come eroe, ma per far rivivere il suo entusiasmo e il suo amore per la propria terra nel nostro agire civile, nelle lotte alla partecipazione alla vita […]”; inoltre, “[…] Abbiamo bisogno prima di tutto di studiare, di capire e di agire con un approccio diverso da quello che ci vede ormai semplici spettatori […]”.

Il saluto del sindaco Angelina Storino ha evidenziato, oltre alla determinata e perenne azione di contrasto, insieme a tutte le forze politiche, a qualsiasi atteggiamento che potrebbe ritenersi mafioso, un interessante aspetto come la figura della madre di Peppino, nonché di Giovanni, Felicia: “Un grande esempio di donna e madre”; il primo cittadino ha annunciato che l’Amministrazione proporrà un “percorso alla legalità” e al termine, insieme al Consiglio Comunale, concederà la cittadinanza onoraria a Giovanni Impastato. Quest’ultimo ha dialogato con la giornalista Melissa Perrone la quale ha voluto evidenziare le tantissime peculiarità presenti nel libro.

L’autore è stato un “fiume in piena” nel ripercorrere la sua vita prima del fatidico 9 maggio e soprattutto dopo quel drammatico evento. Particolarmente significativa è stata la sua riflessione su “i migliori servitori della Stato, che lo Stato non ha voluto e potuto proteggere”: ha voluto ricordare Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, il generale Dalla Chiesa, tanti uomini di scorta; “[…] Queste persone sono state uccise perché, loro, all’interno dello Stato, hanno tentato di bloccare un processo criminale […]; allora smettiamola con l’Antistato, smettiamola con l’idea che la mafia è invincibile, non è per nulla vero: la mafia si può sconfiggere in pochissimo tempo […]; occorre una precisa volontà politica per risolvere il problema […]”. Giovanni Impastato ci obbliga a riflettere sui nostri quotidiani comportamenti e a rimodulare i rispettivi pensieri.