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Anche a Melendugno la comunità si prepara a vivere intensamente il giorno di Santa Lucia, con una serie di iniziative che danno ufficialmente inizio all’atmosfera natalizia in paese.

Un ricco programma coinvolgerà completamente la cittadinanza melendugnese, includendo nella giornata del 13 dicembre tutte le fasce d’età, dai bambini ai pensionati, in uno splendido connubio creato tra la parrocchia, il Comune, l’Istituto comprensivo “R. Durante” ed altre realtà locali come Auser e Cgil.

Proprio presso la scuola elementare e media si terrà l’evento “Piantiamo il futuro”, che avrà inizio alle 11 con la piantumazione di mille alberi donati dagli anziani del posto. Nel pomeriggio invece, sarà acceso alle 19 l’albero di uncinetto, opera ubicata in piazza Pertini realizzata da cittadini del posto, subito dopo sarà inaugurato presso il Castello D’Amely il carosello dei presepi, che quest’anno giunge alla terza edizione.

La mostra-concorso - sottolinea don Salvatore Scardino, parroco di Melendugno - nasce con il duplice obiettivo quello di contribuire, sia pur modestamente, al recupero, alla salvaguardia e alla riappropriazione di una delle “usanze” popolari maggiormente sentite, uno dei simboli più importanti della festa del Natale, soggetto che, nel campo delle arti iconografiche e figurative, ha goduto di eccezionale diffusione, perché sintesi (nel reciproco rispetto di sensibilità e culture differenti) di credenze religiose, ricordi, storia, leggenda, arte, artigianato, senso e gusto estetico e nel contempo, di avvicinare adulti ma soprattutto giovani a questa meravigliosa arte Cristiana”.

I presepi - prosegue il parroco - sono tutti artigianali, realizzati da uomini, donne e bambini, di tutte le età, esperti presepisti e semplici appassionati dell'arte di fare il presepe che con l'ausilio di varie tecniche, materiali (gesso, cartongesso, cartapesta, terracotta, tessuti, materiali riciclati, metalli, ecc) Si tratta della testimonianza tangibile, del genio e delle capacità espressive - nell’ideare, produrre, disegnare e dipingere, realizzare o raccogliere e anche conservare - della nostra gente, una espressività peculiare che oggi, ancor più di ieri, riveste un profondo valore culturale e sociale in direzione di una costante crescita del senso comunitario e del recupero della identità del nostro territorio. Con il presepe siamo tutti più uniti, più vicini, nella bellezza e nel ‘trionfo’ della semplicità ed umiltà dei suoi protagonisti, ovvero dei suoi vari “pastori" come ha anche sottolineato durante la visita a Greccio Papa Francesco".

La scena che è posta sotto i nostri occhi - conclude don Salvatore - esprime la saggezza di cui abbiamo bisogno per cogliere l’essenziale - Dio ci ama a tal punto da condividere la nostra umanità e la nostra vita. Non ci lascia mai soli, ci accompagna con la sua presenza nascosta, ma non invisibile. In ogni circostanza, nella gioia come nel dolore, Egli è l’Emmanuele, Dio con noi. E dunque anche noi dobbiamo portare gioia ‘dove c'è tristezza’ e ‘speranza a chi l'ha perduta’. Perciò il Papa invita: ‘Immedesimiamoci in Maria, che depose il suo Figlio nella mangiatoia, perché non c’era posto in una casa. Con lei e con San Giuseppe, suo sposo, teniamo lo sguardo rivolto al Bambino Gesù. Il suo sorriso, sbocciato nella notte, disperda l’indifferenza e apra i cuori alla gioia di chi si sente amato dal Padre che è nei cieli’ ”.

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