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Sono stati giorni carichi di fede e devozione quelli appena trascorsi a Lizzanello che nel cuore dell’estate festeggia il suo protettore San Lorenzo.

 

 

 

Il giorno della vigilia, è stata posta la NUOVA AUREOLA donata da alcune famiglie della comunità lizzanellese, sul capo dell’antica statua in cartapesta, ancora priva dopo il restauro.

Ieri mattina, il tradizionale CAMBIO DELLE BANDIERE   sulla colonna di pietra leccese, quest’anno avvenuto in forma minore nel rispetto delle norme anti contagio. Il rito, curato dalle mani esperte di Vito Pascali organizzatore della festa patronale da ormai più di quarant’anni, è un momento carico di emozione per la comunità che con questo gesto ribadisce il suo totale affidamento nelle mani del santo.

Ieri sera invece, alla presenza di mons. Michele Seccia, la comunità si è raccolta in Piazza della Libertà e dal sagrato della chiesa parrocchiale, (così come era successo per i festeggiamenti per San Luigi) ha assistito alla celebrazione che ha visto anche la consegna della chiave della città da parte della vice sindaco Adele Ingrosso nelle mani del santo patrono.  

Il primo diacono di Roma, custode delle ricchezze della Chiesa con Papa Sisto, resistette fino all’ultimo contro le persecuzioni perpetrate dall’imperatore Valeriano nel 257.

La sua fede non vacillò nemmeno davanti ai ferri ardenti della graticola e alle fiamme che bruciarono il suo corpo: “San Lorenzo - ha ricordato Seccia durante la messa - non ha avuto paura di manifestare la sua fede in Gesù, pagando con la vita: spesso noi ci vergogniamo di fare anche solo il segno della croce a tavola. Questo santo invece è un esempio di testimonianza vera e diretta dell’amore di Dio. Testimone della carità cristiana, distribuì i tesori della chiesa tra i poveri e quei poveri presentò alle autorità romane che gli chiedevano le ricchezze della chiesa”.

“In questi mesi - ha continuato - siamo stati chiamati come San Lorenzo, ad essere mai come prima anche aiuto per il prossimo: in tanti si sono adoperati spesso nell’assoluto silenzio e nella totale discrezione”.

“Inoltre - ha poi concluso - ringraziamo Dio, di non aver avuto le numerose morti che purtroppo vi sono state in altre zone della nostra Italia. Non è fortuna ma grazia di Dio!”.

Photogallery a cura di Foto Video Spot di Lizzanello.

 

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus