Una generazione “avvolta nel pluriball”, protetta da ogni urto ma proprio per questo più fragile, insicura e dipendente.

È la “bubble wrap generation” quella che, secondo Ezio Del Gottardo, docente di pedagogia generale dell’Università del Salento, “stiamo crescendo oggi”. Un’espressione forte, ma efficace, utilizzata durante l’incontro svoltosi ieri a Merine, promosso dalla comunità parrocchiale di San Giovanni Paolo II guidata da don Luca Nestola, per accendere i riflettori sulle emergenze educative che attraversano famiglie e contesti formativi.
Nel suo intervento, Del Gottardo ha delineato un quadro chiaro e, a tratti, preoccupante: molti genitori, mossi dal desiderio di proteggere i figli, finiscono per sostituirsi a loro o per negare la verità delle loro esperienze, rimuovendo fatiche, frustrazioni e limiti. Un atteggiamento che priva i bambini e i ragazzi di una testimonianza autentica e di quella serenità educativa che nasce dalla coerenza adulta.
“La crescita - ha ricordato il docente - è un cammino in salita. Evitare ogni ostacolo non prepara alla vita, ma rende più vulnerabili”. In questo scenario, i figli vengono spesso lasciati soli dipendenti dalla tecnologia, utilizzata come rifugio o anestetico emotivo, oppure finiscono per assorbire e rispecchiare le tossicità già presenti nella coppia genitoriale, diventando specchio di conflitti non risolti. Un’analisi che non si limita alla denuncia, ma che invita a una presa di coscienza collettiva.
Proprio in questa direzione va l’annuncio di don Luca Nestola, che ha sottolineato come l’incontro di ieri sia stato solo l’inizio di un percorso. Una volta al mese, la comunità si ritroverà per affrontare e “far risollevare - come ha detto - le tante problematiche pedagogiche urgenti, creando uno spazio stabile di confronto tra famiglie, educatori ed esperti”. L’obiettivo è chiaro: restituire agli adulti il loro ruolo educativo, aiutandoli a essere presenza, guida e testimonianza credibile, capaci di accompagnare i figli nella complessità del reale senza avvolgerli nel pluriball. Un cammino condiviso, necessario, per crescere insieme una generazione più libera, consapevole e resiliente. Tra i temi da affrontare l’educazione affettiva, l’utilizzo dei dispositivi tecnologici già nell’infanzia, l’autostima e l’autoefficacia, la testimonianza e la libertà per la crescita.

