Nel ricordo del patrono San Vito, la comunità di Lequile venerdì scorso si è ritrovata per pregare e ringraziare il santo adolescente, a cui i lequilesi sono molto devoti.

Il 13 febbraio, ogni anno, è tradizione accendere la fòcara, come ringraziamento al santo per lo scampato pericolo che, nel 1707, causa un violento maltempo, salvò gli abitanti del paese, con solo gravi danni alla chiesa a lui intitolata. È la festa te santu Itu piccinnu e la sera della vigilia è tradizione accendere anche un falò più piccolo, cosiddetto focareddha, accanto a quello più grande.
Lequile attende con fede ed entusiasmo questo evento che, grazie al Comitato San Vito martire, sotto la guida dell'arciprete parroco don Michele Giannone, si prodiga con tanta devozione, a partire dal mese di novembre, per preparare le tre feste annuali dedicate al santo patrono, con la raccolta delle fascine di vite nei paesi vicini e lontani da Lequile, i giri mensili per le offerte dei fedeli, in modo da organizzare al meglio le feste dedicate al santo. La messa, presso la chiesa di San Vito, è stata presieduta da don Gino Scardino, arciprete parroco della matrice di San Cesario di Lecce e concelebrata da don Andrea Zonno, parroco della comunità dello Spirito Santo. Don Gino è profondamente legato alla comunità di Lequile per gli anni trascorsi come parroco, quando la chiesa di San Vito era ancora parrocchia. Un legame corrisposto dai fedeli lequilesi, fatto di affetto, riconoscenza, ringraziamento, come fratello, amico, padre spirituale. Al termine della messa, il presidente del Comitato San Vito, Carmelo Lezzi ha donato a don Gino un'icona in segno di sincera gratitudine, ricordando i cinquant’anni di sacerdozio.
Tutti insieme, poi, attorno alla fòcara, grandi e bambini, raccolti per un breve momento di preghiera con la benedizione delle fascine. Musica festosa e gioiosa a cura del gruppo I pizzicati, la Mistoband, Madame Sasà e i trampolieri ad allietare la serata. Scoppiettanti fuochi d'artificio hanno tenuto tutti con lo sguardo su nel cielo, illuminato da una varietà di colori e uno sguardo all'accensione della fòcara, quel fuoco simbolo di luce, di rinascita, che ha iniziato così a crescere sempre di più, ad illuminare e riscaldare, con il cuore sempre rivolto a quel Santo adolescente che ogni fedele di Lequile, anche chi vive lontano dalla propria città, per lavoro, porta sempre con sé e ringrazia devotamente.

