La celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta nella chiesa parrocchiale dello Spirito Santo in Lequile ha rappresentato un momento intenso di commozione e riflessione per la comunità, riunita per dare l’ultimo saluto a Francesco, il fratello minore di don Luca Nestola, parroco di Merine e originario di Lequile.

Un rito delle esequie che ha visto la partecipazione di familiari, amici e conoscenti, tutti uniti nel ricordare un uomo straordinario, la cui vita era contrassegnata da un sorriso contagioso e da un entusiasmo capace di illuminare le giornate di chi gli stava attorno.
L’omelia dell’arcivescovo ha toccato profondamente il cuore dei presenti, mettendo in luce la difficoltà di affrontare il mistero della morte, specialmente quando colpisce una vita giovane e piena di promesse. Con parole scelte e ricche di significato, ha invitato a riflettere su come il Signore sia venuto tra noi per portare luce e speranza, per illuminare ogni uomo e donna attraverso la sua Incarnazione. La celebrazione, che si è svolta nella solennità dell’Epifania, ha assunto un significato speciale, richiamando il tema della luce che disvela e guida anche nei momenti di più profonda oscurità.
L’arcivescovo ha sottolineato che Francesco, “presentandosi davanti a Dio, ha incontrato un Creatore che ama la vita e valorizza ogni gesto di bene compiuto durante la sua esistenza. La sua dedizione alla famiglia, il suo impegno nel lavoro e la passione per lo sport sono stati elementi che hanno contribuito a tessere una vita di autentica bellezza, un esempio da seguire per tutti coloro che rimangono”. In questo contesto di dolore e riflessione, Panzetta ha esortato tutti a considerare la transitorietà della vita e a rivalutare le proprie priorità, affermando che spesso ci perdiamo in conflitti e futilità che non hanno significato.
Al termine della celebrazione, la figlia di Francesco ha letto una lettera toccante, scritta in occasione del cinquantesimo compleanno del papà. Parole piene di gratitudine e ammirazione, che evidenziavano il legame profondo tra padre e figlia, e l’insegnamento di amore e forza ricevuto. Un messaggio di speranza e di riconoscenza per tutto ciò che Francesco aveva rappresentato nella loro vita.
Don Luca, con voce commossa, ha ringraziato l’arcivescovo e tutti i presenti per il sostegno manifestato alla sua famiglia in questo momento difficile. Ha parlato dell’amore che circondava Francesco e della consolazione che deriva dal sapere quanto bene egli abbia fatto in vita. Ha invitato tutti a portare con sé l’invito dell’arcivescovo a vivere la vita come un dono prezioso, preparandosi così a presentarsi davanti a Dio con un cuore buono.
In un’atmosfera di unità e condivisione, la celebrazione ha non solo onorato la memoria di Francesco, ma ha anche rinnovato in tutti i partecipanti la chiamata a vivere con consapevolezza e amore, lasciando un segno positivo in questo mondo.

