Il coro della Deputazione San Vito martire di Lequile ha offerto nei giorni scorsi alla comunità, un momento di riflessione, a chiusura della festa patronale.

L'amore per il canto e la musica, che unisce la maestra Ilaria Sederino ai quaranta componenti del coro hanno posto quest'anno l'attenzione al delicato tema dell'adolescenza, come speranza per un futuro e un mondo migliore. Questa tematica ha permesso un confronto tra la vita del santo adolescente Vito con alcune esperienze di vita vera, ragazzi che hanno lottato, come il santo adolescente e che, pur se non sempre hanno vinto, hanno però lasciato un segno di amore e di condivisione.
Adolescenti come Saman, Carlo Acutis, Hatab, Francesca... volti e storie diversi, uniti da un unico desiderio: essere accompagnati da adulti significativi, per riconoscere la strada giusta da percorrere, trovando guide sicure, mani tese, capaci di ascoltare e custodire.
I commenti sono stati affidati alle voci narranti di tre adolescenti, Pietro De Rinaldis, Andrea Barba, Filippo Margiotta. La performance di Alice Fabrocini ha accompagnato alcuni brani con lo strumento della viola. L'arciprete parroco della chiesa matrice, don Michele Giannone, al termine del concerto, ha messo in evidenza la figura del santo protettore di Lequile, “Un santo non solo da venerare ma anche da imitare nelle scelte di vita e il canto diventa veicolo di importanti valori”.
Il messaggio lanciato dai ragazzi al pubblico presente ha portato a riflettere e meditare sulla scelta di San Vito come patrono di Lequile, “Conoscere la vita del santo adolescente comporta imitare il suo cammino, accogliere nel cuore la sua vita e portare avanti il suo esempio con coraggio e gioia”.

