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Momenti ricolmi di emozioni e pieni di intensità quelli vissuti per la grande festa dei 60 anni della Dedicazione della chiesa parrocchiale di Santa Rosa in Lecce.

 

 

Un momento attesissimo che tutta la comunità aspettava con trepidazione e che è stato vissuto con orgoglio e gioia infinita. Ben tre vescovi hanno celebrato la solenne eucarestia, il card. Salvatore De Giorgi, primo parroco e fondatore della comunità di Santa Rosa, l’arcivescovo di Lecce Michele Seccia, e il vescovo Cristoforo Palmieri. Al loro fianco don Damiano Madaro, attuale parroco della grande comunità leccese, il suo vicario uscente don Francesco Matteis e il diacono che gli è subentrato da ieri sera, don Alessio Seconi, don Antonio Montinaro, parroco per 15 anni ma anche altri sacerdoti che hanno sempre avuto a cuore la comunità di Santa Rosa.

Una comunità che ha saputo fare tesoro dei lunghi anni trascorsi nella fede e nell’impegno cristiano, come ha affermato anche il vescovo Michele: “Una festa grande e importante ma che ha tutto il sapore bello e autentico di una festa di famiglia, una famiglia che per 60 anni ha spezzato ogni giorno la Parola e ha saputo donarla ai fratelli”.

Nel suo saluto iniziale don Damiano a reso Lode al Signore con le parole del Magnificat: “sono le parole che oggi canta la nostra grande comunità parrocchiale” ha affermato con emozione “con gli occhi rivolti verso Maria, Vergine delle Grazie, alla quale la nostra parrocchia è dedicata e dalla quale abbiamo ancora molto da imparare insieme”. E Santa Rosa, nei suoi 60 anni di storia, ha imparato da grandi maestri nella fede, da don Salvatore stesso che ha dato le radici alla comunità, al prezioso ricordo di don Vito De Grisantis che ne ha permeato la forma e il valore autentico con la sua dedizione e la sua operosa carità. Ma con loro anche tanti altri sacerdoti che sono stati ricordati durante la messa e che nel loro piccolo hanno lasciato un’impronta nella comunità. “Ognuno di loro insieme a ognuno di noi ha saputo mettere, mattone su mattone, ben incastonati insieme, l’essenza vera della fede nel cuore di questa chiesa” ha affermato con emozione il card. De Giorgi che con orgoglio ha potuto celebrare insieme alla sua prima comunità anche i suoi 90 anni. Durante la sua omelia, ha risolcato la storia e le vicende che hanno portato alla nascita di Santa Rosa, tra gli sguardi emozionati di chi quella storia l’ha vissuta passo dopo passo e la curiosità dei giovani della comunità che nel tempo si preparano a prenderne il testimone.

Un momento di particolare emozione ma soprattutto di grande sorpresa per tutti si è svolto al termine della celebrazione, quando il card. Salvatore ha donato alla sua intera comunità di Santa Rosa, per le mani del parroco don Damiano, il suo bastone pastorale, uno dei simboli del suo ministero episcopale. “Dopo 47 anni di servizio episcopale” ha affermato con emozione il cardinale “non so quando il Signore vorrà chiamarmi nella Sua Casa… ma nella mia casa di Santa Rosa rimarrà con affetto il mio Pastorale, segno del mio ministero”. Un dono di grande valore che ha emozionato tutti, da don Damiano a tutta la comunità.

Al termine della solenne e sentita cerimonia i tradizionali fuochi d’artificio hanno illuminato e dato vigore a tutto il quartiere sceso comunque per strada tra la musica della banda. A causa della pandemia in corso non è stato possibile svolgere nessun tipo di festeggiamento civile nel quartiere come la tradizionale processione o gli spettacoli in piazza, ma la comunità di Santa Rosa ha saputo dare valore profondo e significato vero a questa loro grande e importante festa e lo ha saputo fare nel segno della fede che la guida con passione e autenticità per 60 anni e che con orgoglio guarda ancora avanti. Orgoglio nel passato, impegno nel presente e speranza nel il futuro, così come ha affermato infine don Damiano: “A lei eminenza chiediamo di continuare sempre e sostenerci nella sua preghiera… a lei vescovo Michele chiediamo di confermarci e guidarci nella fede… per noi cari fratelli domandiamo il dono dello Spirito che rinsaldi per sempre i vincoli di fraternità e di comunione fraterna per essere icona della Santissima Trinità”.

Photogallery di Arturo Caprioli

 

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus