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Una celebrazione intima ma solenne quella che si è svolta ieri mattina a Lecce presso la caserma della Scuola di cavalleria "Zappalà".

 

 

Alla presenza di mons. Michele Seccia, l'ordinario militare per l'Italia, mons. Sante Marcianò, ha presieduto la celebrazione di consacrazione della nuova cappella dedicata a San Giovanni XXXIII.

Una semplice ma elegante e raffinata aula liturgica che, ricavata da un vecchio locale della tipografia e allestita con le offerte e il lavoro volontario degli stessi militari che operano all'interno, è stata voluta dal cappellano militare don Marco Bottazzo e dal gen. Angelo Minelli per celebrare, come in una parrocchia "militare", le messe e amministrare i sacramenti.

Un'iniziativa, dunque, particolarmente apprezzata da mons. Marcianò il quale, nell'omelia ha plaudito la scelta di intitolare la chiesetta al "papa buono", profeta di pace, un concetto, questo, alquanto largo che, citando la sempre attuale enciclica "Pacem in terris", poggia su quattro pilastri importanti: la verità, la giustizia, la libertà, l’amore (oggi diremmo la solidarietà, che Giovanni Paolo II identificherà con la pace). Quindi, ha esortato le autorità militari presenti a continuare ad essere "soldati di pace", così come lo stesso esercito italiano si distingue tra le altre forze armate nel mondo, non solo per la preparazione e, nei momenti bui della vita, di ritornare alla fonte della grazia e della speranza attraverso la preghiera e la partecipazione ai sacramenti, nella nuova chiesa.

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus