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Non è stata una notte tranquilla quella appena trascorsa per Piazza Duomo. In due riprese il presepe inaugurato domenica scorsa ha subìto intorno all’una e verso le 4 del mattino - come risulta dalle immagini del circuito di videosorveglianza collegato alla Questura e alla Polizia locale - due attacchi vandalici.

 

"Con questa Lettera - scriveva solo pochi giorni fa Papa Francesco nel documento firmato a Greccio dove Francesco d’Assisi ha ‘inventato’ il presepe  -  vorrei sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti il Natale preparano il presepe. Come pure la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze…", ha sottolineato  Papa Francesco nella Lettera Apostolica “Admirabile Signum” in occasione della visita al Santuario di  Greccio. "Mi auguro - continua il Papa - che questa pratica non venga mai meno; anzi, spero che, là dove fosse caduta in disuso, possa essere riscoperta e rivitalizzata”.

Un messaggio che sicuramente non ha toccato e reso sensibile, purtroppo, il cuore proprio di tutti!

La bellezza del  presepe di Lecce, inaugurato  appena domenica scorsa in Piazza Duomo,  che ispira a sentimenti di tenerezza, di amore e di accoglienza, non ha fermato la mano di chi, per due volte, all’una e alle quattro di questa mattina, ha compiuto atti vandalici, che non meritano commento, su quello che è un simbolo della cristianità, nel quale riconosciamo e respiriamo la  presenza di Dio.

Una parte del cordone di recinzione strappato con violenza, un magio in cartapesta danneggiato alla mano, che risulta completamente rotta, tutti i personaggi imbrattati dai semi dei pomodorini che erano stati appesi per rendere, insieme ad altri elementi tipici, più “salentina” la scena della natività. Le videocamere di Piazza Duomo li hanno, inoltre, ripresi mentre si sdraiavano nella  grotta, compiendo atti non idonei al luogo. Per fortuna già chi crede nel valore e significato di un’ identità, si è messo in moto per riparare i danni provocati da questi atti.

Grande il dispiacere e la delusione dell’arcivescovo Michele Seccia: “chi non ha rispetto per questi segni cosi profondi non comprende che oltraggiandoli dimostra di non avere alcuna considerazione per un sentimento comune. Mi auguro che questi due episodi notturni che suscitano nel popolo sdegno e ribellione restino isolati e non abbiano più a ripetersi. La conversione di ciascuno passa anche dal rispetto per la memoria. Anche per quella degli altri”.

“Il mirabile segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia”. O almeno dovrebbe. Il rispetto, però, è d’obbligo!

 

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus