C’è un filo che unisce la preghiera, la memoria, la fraternità e l’incontro. È quello che accompagna, sino a domenica 4 ottobre, le celebrazioni organizzate al convento-santuario di Sant’Antonio a Fulgenzio di Lecce per l’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

 

 

Un appuntamento che vuole essere prima di tutto un cammino condiviso, fatto di momenti di riflessione e di preghiera, ma anche di cultura e partecipazione. Giorno dopo giorno, la comunità viene accompagnata verso la festa del 4 ottobre attraverso alcune delle parole e delle esperienze che hanno segnato la vita del santo di Assisi.

Il percorso è iniziato sabato 26 settembre con la reading teatrale “Frate Asino”, dedicata alla vita di Francesco e curata da Ricimond&Co. Un modo particolare per entrare nella vicenda umana e spirituale del santo attraverso la narrazione e il linguaggio del teatro.

Domenica 27 settembre il percorso è entrato nel vivo con la celebrazione eucaristica di apertura, presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta. Durante la celebrazione è avvenuta anche l’intronizzazione e l’accensione della candela della pace, un gesto semplice e significativo che ha dato ufficialmente inizio al percorso comunitario.

Sino al 2 ottobre, ogni sera alle 18, si susseguiranno celebrazioni e catechesi affidate a cinque vescovi pugliesi, che hanno accolto con immediatezza e grande disponibilità l’invito della Provincia dei Frati Minori del Salento. Un itinerario costruito attraverso alcune frasi tratte dagli scritti di Francesco, che diventano altrettante porte attraverso cui rileggere la sua esperienza.

Il 28 settembre, mons. Sabino Iannuzzi, vescovo di Castellaneta, ha guidato la riflessione sul tema: “Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare così”. Ieri, invece, mons. Vincenzo Pisanello, vescovo di Oria, ha proposto una meditazione sulle parole: “E io lavoro con le mie mani e tutti i frati lavorino onestamente”.

Oggi, 30 settembre, arriva mons. Francesco Neri, arcivescovo di Otranto, con una riflessione “Il Signore mi dette tale fede nelle chiese, nei sacerdoti, nei teologi e nei santissimi misteri”. Domani 1° ottobre toccherà a mons. Fernando Filograna, vescovo di Nardò-Gallipoli, partire dalle parole forse più rappresentative della dimensione comunitaria di Francesco: “Il Signore mi dette dei fratelli e mi rivelò che dovevo vivere il Vangelo”.

A chiudere questo ciclo di incontri, il 2 ottobre, sarà mons. Giovanni Intini, arcivescovo di Brindisi-Ostuni, con il tema dedicato alla scelta di essere “Pellegrini e forestieri, illetterati e sottomessi a tutti, senza privilegi, e in obbedienza”.

Sono parole che, messe una accanto all’altra, raccontano un percorso: dall’inizio della vocazione alla scoperta della fraternità, dal lavoro alla fede, dalla semplicità all’obbedienza. Un percorso che invita non soltanto a ricordare Francesco, ma anche ad ascoltare nuovamente ciò che la sua esperienza continua a raccontare.

Il momento più intenso della vigilia sarà sabato 3 ottobre, giorno del Transito di San Francesco. Alle 17.30, a Palazzo dei Celestini, è previsto il raduno delle autorità civili e militari, da dove prenderà avvio il corteo verso il santuario di Sant’Antonio a Fulgenzio. L’accoglienza sul sagrato accompagnerà quindi i partecipanti alla celebrazione delle 18, con i primi vespri e il Transito del Padre San Francesco d’Assisi, presieduti da Fra Massimo Tunno, ministro provinciale dei Frati Minori del Salento.

Sarà questo il momento che introdurrà alla giornata conclusiva, quella del 4 ottobre, quando la Chiesa celebrerà la solennità del Serafico Padre San Francesco.

Per tutta la giornata sono previste le messe alle 8.30, 10, 11.30 e 19, insieme alla preghiera comunitaria per l’indulgenza plenaria. Una giornata pensata per accogliere la comunità e quanti vorranno vivere insieme la festa del santo che, otto secoli dopo la sua morte, continua a essere ricordato attraverso la sua scelta di povertà, fraternità e vita evangelica.

Quello di Sant’Antonio a Fulgenzio è dunque un cammino fatto di tanti volti e di tante voci, ma con un unico centro: Francesco. Un percorso che, sotto la guida del parroco Padre Michele Carriero Ofm, accompagna la comunità verso il 4 ottobre, intrecciando preghiera, ascolto, riflessione e fraternità.

Un cammino che non si limita a celebrare una ricorrenza, ma invita a lasciarsi ancora interrogare dalla vita e dalla testimonianza del santo di Assisi. A ottocento anni dalla sua morte, le sue parole tornano così a farsi vive nel cuore della comunità, richiamando ciascuno alla semplicità, alla fraternità, alla pace e alla cura dell’altro. È questo il senso più profondo delle celebrazioni: fare memoria di Francesco non soltanto per guardare alla sua storia, ma per lasciarsi guidare ancora oggi dalla forza del Vangelo.

 

 

 

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