Dal 16 al 23 settembre alla Fondazione Palmieri una mostra dedicata ai suoi ritratti caricaturistici. Due appuntamenti per riscoprire un artista curioso e poliedrico, capace di raccontare attraverso il disegno persone, luoghi e memoria.

 

 

«L'arte ci rende immortali», scriveva Goethe. Ed è difficile trovare una frase più adatta per introdurre l'omaggio che Lecce dedica a Salvatore Sciurti, artista e insegnante scomparso nell'agosto dello scorso anno, ma ancora presente attraverso quella che è stata una delle sue più autentiche forme di espressione: il disegno.

Nato a Lecce il 2 gennaio 1951, Sciurti è stato una figura difficile da racchiudere in una sola definizione. La sua curiosità lo ha portato a frequentare territori diversi: l'archeologia, la storia locale, le arti figurative, l'illustrazione, il fumetto, l'insegnamento. Un percorso nel quale le diverse passioni non sembrano mai procedere separatamente, ma incontrarsi continuamente.

Ed è proprio questa curiosità, forse, la chiave più interessante per avvicinarsi alla sua opera.

Perché guardare i disegni di Sciurti significa in qualche modo guardare ciò che lui aveva scelto di osservare: i volti delle persone, i loro caratteri, le piccole stranezze, i luoghi della sua città, le trasformazioni del territorio, le storie che rischiano di scomparire quando nessuno trova più il tempo di raccontarle.

Dal 16 al 23 settembre 2026, la Fondazione Palmieri di Lecce, in Via dei Sotterranei, ospiterà “Salvatore Sciurti. A proposito di fumetti. I miei ritratti caricaturistici”, un'esposizione che permette di entrare proprio dentro questo particolare universo creativo.

La caricatura, del resto, è una forma d'arte sorprendente. Sembra nascere dall'esagerazione, dalla deformazione, persino dall'ironia; in realtà richiede una grande capacità di osservazione. Per trasformare un volto bisogna prima conoscerlo. Bisogna capire quale tratto lo rende riconoscibile, quale espressione racconta una persona più di mille parole.

E così un naso, un sorriso, una pettinatura o uno sguardo possono diventare il punto di partenza per costruire un vero e proprio ritratto umano.

Nei lavori di Sciurti il fumetto diventa quindi qualcosa di più di un linguaggio grafico. Diventa un modo per conservare persone e momenti, con quella dose di ironia che permette alla memoria di non diventare mai troppo solenne.

La mostra sarà accompagnata da due momenti di approfondimento che permetteranno di conoscere anche le altre anime del lavoro di Sciurti.

Si comincia mercoledì 16 settembre alle18.30, con la presentazione curata da Salvatore Luperto.

A raccontare Sciurti e il suo percorso interverranno Rino Bianco, Roberto Buttazzo, Lorenzo Capone, Anna Rosa Bergamo, Maurizio Nocera, Filomena Ranaldo, Vito Russo, Antonio Solazzo e Pippi Greco. Sarà inoltre presente Gabriele Quarta (Kabo), ex allievo del corso di fumetto.

Una pluralità di voci che restituisce bene la natura dell'iniziativa: non una celebrazione distante, ma il tentativo di ricostruire una personalità attraverso gli incontri, le amicizie, l'insegnamento e le esperienze condivise.

E c'è qualcosa di particolarmente significativo nel fatto che, accanto ai ritratti caricaturistici, venga proposta anche una riflessione sulla storia di un luogo.

Il 20 settembre alle 18.30 sarà infatti presentato “Storia di Borgo Pace 1950/1980”, il volume di Salvatore Sciurti dedicato a un preciso frammento della storia leccese.

A discuterne saranno Eugenio Imbriani, antropologo dell’Università del Salento, e Mario Cazzato, architetto.

Due sguardi diversi, quello dell'antropologia e quello dell'architettura, per leggere attraverso la ricerca di Sciurti la trasformazione di Borgo Pace tra il 1950 e il 1980: non soltanto strade e abitazioni, ma persone, consuetudini, modi di vivere e cambiamenti che accompagnano la crescita di una città.

Perché la storia di un quartiere non è mai soltanto la storia dei suoi edifici. È la storia di chi ci ha abitato, dei bambini che hanno giocato per strada, delle famiglie, dei commercianti, dei mestieri, delle relazioni di vicinato. È la storia di una città vista non dai suoi monumenti, ma dalla quotidianità di chi l'ha vissuta.

Ed è forse proprio qui che le diverse attività di Sciurti finiscono per incontrarsi: nel desiderio di osservare e conservare.

Da una parte i volti trasformati dalla caricatura, dall'altra i luoghi raccontati attraverso la memoria. In entrambi i casi, la stessa attenzione per ciò che rischia di passare inosservato.

C'è una parola che ricorre nella biografia di Sciurti e che sembra particolarmente importante: curiosità.

Curiosità verso l'arte, verso la storia, verso il territorio, verso le persone.

Una curiosità intesa non come semplice voglia di sapere, ma come capacità di fare domande al mondo.

Chi era quella persona? Perché quel quartiere era fatto in quel modo? Come vivevano le persone cinquant'anni fa? Cosa racconta davvero un volto? Cosa rimane di una città quando cambiano le sue strade?

Sono domande apparentemente semplici, ma proprio per questo preziose.

In un'epoca nella quale produciamo immagini continuamente e rischiamo di guardarle sempre più velocemente, l'esperienza proposta dalla Fondazione Palmieri invita invece a fermarsi davanti a un'immagine e provare a leggerla.

Una caricatura può raccontare una persona.

Una fotografia può raccontare una strada.

Un libro può restituire la memoria di un quartiere.

E un artista può fare da ponte tra tutte queste cose.

È questo il senso più interessante dell'omaggio a Salvatore Sciurti: non soltanto ricordare un uomo attraverso ciò che ha fatto, ma permettere alle sue opere di continuare a generare curiosità.

La mostra “A proposito di fumetti. I miei ritratti caricaturistici” sarà visitabile dal 16 al 23 settembre, dalle 18 alle 21.30, presso la Fondazione Palmieri, in Via dei Sotterranei a Lecce, alle spalle del duomo.

Due gli appuntamenti da segnare: 16 settembre, ore 18.30, per la presentazione della mostra, e 20 settembre, ore 18.30, per la presentazione di “Storia di Borgo Pace 1950/1980”.

Un'occasione per conoscere o ritrovare Salvatore Sciurti, ma anche per fare una cosa che oggi appare quasi controcorrente: guardare con attenzione.

Un volto, una matita, una vecchia fotografia, un quartiere. A volte, la cultura comincia proprio da lì.

 

 

 

 

 

Forum Famiglie Puglia

 

Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce