Parafrasando Giovan Battista Marino, poeta del Barocco letterario italiano, si può dire: “È del Grest il fin la meraviglia, chi non sa far stupir, vada alla striglia”.

Infatti, il tema dell’edizione 2026, recita: “Il paese delle meraviglie”. Ancora una volta, giornate intense di attività e giochi per la parrocchia di San Sabino, dal 10 al 28 giugno, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, ancora una volta con tutti i crismi del sano divertimento e della profondità del percorso pedagogico proposto ai partecipanti, attraverso l’esperienza dell’incontro e della relazione nella condivisione dei valori cristiani.
Coadiuvato da un gruppo di 120 persone computato tra gli operatori del Coordinamento, che costituisce l’asse portante del progetto, di cui punta di diamante è Chiara Caniato con l’onere di monitorare in particolare gli aspetti didattico-pedagogici, e tra i membri dello staff di animazione, formato da giovani e adolescenti, che dopo aver fatto esperienza del Grest si offrono di lavorare per esso, responsabile è il parroco don Sandro Quarta, che la sera di domenica scorsa, nella festa del SS. Corpo e Sangue di Gesù, ha inaugurato con la messa vespertina la nuova stagione dell’evento, alla presenza di una nutrita assemblea di fedeli.
“È il giorno in cui ci meravigliamo, perché Gesù ci ha amato tanto da essere sempre con noi nell’Eucaristia. Guardiamo a Lui, nostro pane di vita”. Così ha proluso don Sandro, rivolto ai piccoli protagonisti di quest’avventura, 130 ragazzi tra i 6 e i 12 anni, alcuni freschi di prima comunione, e agli adulti già “navigati”, ricordando le parole dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta pronunciate nell’omelia di giovedì scorso: “La festa del Corpus è quella dell’Eucaristia, dello stupore della nostra vita”.
Ha detto don Sandro: “Il contrario della meraviglia è il dare tutto per scontato, non provare emozioni, non lasciare il segno. La meraviglia è la sensazione che fa aprire gli occhi, il cuore ogni volta che ci parla, cioè apre i sensi. Pensiamo alle poesie a scuola o alle canzoni che ascoltiamo o alle opere d’arte che ammiriamo, che nascono da un sentimento di stupore. E noi dobbiamo meravigliarci di una cosa: che Gesù ci vuol bene tanto da stare sempre nel tabernacolo, perché Lo trovassimo sempre là. Ci chiediamo talvolta se Dio esista, ma cosa ci ha cambiato la vita, se non la scoperta che Dio ci ama? E l’Eucaristia è questa meraviglia. Non l’essere freddi, calcolatori davanti a tutto e tutti. L’amore finisce sempre quando non ci si stupisce più. Continuiamo a stupirci di Dio, che è sempre presente in mezzo a noi”.
A conclusione della messa, l’assemblea ha pronunciato la preghiera del Grest: “Signore, alla fine di ogni giornata apri i nostri occhi e facci esclamare: Che meraviglia!. Perché la meraviglia più grande, quella che non finisce mai, è sapere che Tu cammini sempre accanto a noi”.

