In una sala gremitissima, nonostante la vigilia festiva e il clima vacanziero del “ponte” del 1° giugno, don Pasquale D’Angelo, parroco della comunità di San Domenico Savio in Lecce, ha introdotto l’incontro “I miracoli eucaristici alla prova della scienza”.

 

 

 

 

Dopo aver ringraziato il relatore, il dott. Franco Serafini ha sottolineato la bellezza/necessità di superare la vigente contrapposizione fra scienza e fede. Contrapposizione che è solo un preconcetto, ma comunque difficile da vincere.

Il dott. Serafini è stato presentato dal cooperatore salesiano Cristiano Flumini, neonatologo presso il “Vito Fazzi” di Lecce, che ha ricordato come la conferenza abbia tratto spunto dalla festività del Corpus Domini, nell’ambito del solco spirituale e culturale della Mostra internazionale dei miracoli eucaristici, ideata e realizzata da San Carlo Acutis e ripresa con appositi pannelli per tutto il mese di maggio nel salone dell’oratorio salesiano (LEGGI).

San Domenico Savio e San Carlo Acutis: due ragazzi santi che si somigliano tanto e le cui reliquie - in questo periodo di festa salesiana - sono state poste le une accanto all’altra. San Domenico Savio, ha ricordato il dott. Flumini, ha ricevuto eccezionalmente per la prima volta l’Eucarestia a soli 7 anni, mentre lo stesso San Giovanni Bosco fu protagonista di un miracolo eucaristico, legato alla moltiplicazione delle particole. Uno dei tanti, anzi dei tantissimi miracoli. Perché - e qui veniamo all’intervento del dott. Serafini - i miracoli eucaristici passati alla storia non sono solo quelli antichi, forse più conosciuti, di Bolsena e di Lanciano, ma sono davvero tanti e sparsi nei secoli, sino ad arrivare ai nostri giorni. Sparsi nel tempo e a tutte le latitudini, come dimostrano ampiamente la mostra internazionale di San Carlo Acutis (facilmente rintracciabile su internet) e il bel libro di Serafini, dedicato proprio al giovane santo “informatico” e dal titolo significativo: “Un cardiologo visita Gesù”.

I pannelli della mostra presenti nel salone dell’Oratorio Salesiano hanno quindi rappresentato l’ambiente ideale per la relazione del dott. Serafini, medico cardiologo che opera e lavora a Bologna e che alterna la sua professione con la presentazione itinerante (era appena di ritorno dal Canada…) dei miracoli eucaristici come indagati dalla medicina. Sposato e padre di due figli, è convintamente cattolico, ma questo non gli impedisce di leggere con imparzialità i dati della letteratura scientifica.

Può fare notizia il fatto che qualcuno abbia sottoposto Gesù di Nazaret ad un “check-up clinico”? Serafini pensa proprio di sì, e sia nel suo libro che nelle conferenze in giro per il mondo prova a darne ragione, ricostruendo il lavoro scientifico e i risultati conseguiti da medici anatomo-patologi di tanti Paesi diversi.

Negli ultimi anni - racconta - cinque miracoli eucaristici sono stati oggetto di sofisticate indagini scientifiche. Le migliori tecnologie, proprio quelle che vediamo usare nei telefilm di medicina legale, sono state applicate, come in una scena del crimine, su ostie consacrate che, in varie circostanze, hanno sanguinato. Che cosa emerge dalle analisi cliniche, dai test di laboratorio, dalle indagini istologiche e genetiche di questi tessuti inspiegabili e misteriosi? Troviamo un modello scientifico che si ripete con rassicurante e sconvolgente puntualità. Per la prima volta nella storia della cristianità, i miracoli eucaristici possono parlare con il linguaggio asettico e insieme autorevole della scienza.

L’indagine clinica ha passato in rassegna cinque miracoli eucaristici: cinque eventi, uno antico (Lanciano) e quattro recentissimi, compresi fra il 1992 e il 2013 (Buenos Aires in Argentina, Tixtla in Messico, Sokółka e Legnica in Polonia).

Con quale risultato? In tutti i campioni esaminati l’indagine descrive tessuti umani incredibilmente ancora vivi al momento del prelievo: tessuti tutti appartenenti al miocardio (quindi al cuore) e sangue, per i quali si potrà formulare una precisa diagnosi. Vedremo ripresentarsi lo stesso gruppo sanguigno (AB), comune anche a quello individuato già negli anni ’80 del secolo scorso sulla Sindone di Torino. Analizzeremo il bizzarro, sfuggente, ma anche razionale comportamento del Dna più ricercato del mondo.

Ma il dato più sconvolgente è forse quello clinico: cuore e sangue mostrano segni di grande sofferenza, come di uno che abbia tanto patito. Qualcuno morto per probabile “cardiomiopatia di Takotsubo”, nota anche come sindrome del cuore infranto o cardiomiopatia da stress, causata appunto da un eccesso di stress e di angustia…

Cosa dicono allora questi miracoli all’uomo contemporaneo? Dicono davvero tanto; ma qui ci basta evidenziare il grande equilibrio tra fede e ragione, così che possa superarsi quel preconcetto cui accennava all’inizio don Pasquale.

I miracoli eucaristici fanno anche questo: mettono un punto fermo (da parte dell’indagine medica) e gettano una luce nuova (scientifica) su quello che fino a poco tempo fa era un mistero che riguardava solo la fede e che solo la fede poteva comprendere.

Un libro e un messaggio da meditare (per esempio: le relazioni con le evidenze scientifiche della Sacra Sindone e degli altri teli della Passione), per rafforzare le nostre convinzioni e, perché no, instillare qualche benefico dubbio nei non credenti, che ci stanno a fianco...

“Anche a noi contemporanei – scrive nel suo libro il dott. Serafini – … è data la possibilità di servirci dei migliori strumenti della scienza per sostenere la nostra fede in quel cuore vivo e sofferente che, come ci ammoniva Blaise Pascal, sarà in agonia fino alla fine del mondo”.

 

 

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