Amicizia, collaborazione, rispetto e stima reciproca sono il collante tra le parrocchie della periferica zona 167 di Lecce.

Ancora una volta le comunità di San Sabino, San Giovanni Battista e San Massimiliano Kolbe con i rispettivi parroci don Sandro Quarta, don Gerardo Ippolito e don Maurizio Ciccarese si sono riunite in processione nella serata di domenica scorsa per concludere il mese mariano, ricordando la visitazione della Vergine. In Piazza Madre Teresa di Calcutta ha celebrato la santa messa don Gerardo, che ha tenuto l’omelia. “Soffermiamoci - ha detto - su tre aspetti di Maria: madre, donna dell’ascolto,donna della Parola. Poliedrica figura, ma soprattutto madre, perché la mamma è il compendio dell’amore e la SS. Trinità è il concentrato di esso, quest’amore reciproco tra il Padre e il Figlio, che è lo Spirito Santo. E Lei ha vissuto tutta la sua esistenza come donazione, proprio come fa una mamma. È madre di Gesù e madre nostra. E come una mamma dà tutta se stessa senza tenere nulla per sé, così ha fatto con Gesù custodendolo, difendendolo e subendo gli improperi del suo paese quando si parlava del Figlio. Custodiva ogni cosa pur non comprendendone il perché, si affidava a Dio e assicurava il suo appoggio, il suo amore incondizionato a Gesù. Lo accompagnava di nascosto, senza ostentazione, anche se la gente non la conosceva. il Figlio diceva che sua madre ed i suoi fratelli sono coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica. E Maria era questo”.
“Pertanto, per la nostra vita - ha proseguito don Gerardo -, Maria non è soltanto oggetto di devozione, destinataria del rosario, nel mese di maggio o in altri periodi dell’anno. o di qualche preghiera. Essere come Lei significa essere madri dei nostri fratelli, cioè amare senza misura, quando si parla o si tratta con gli altri, con un cuore che perdona, che accoglie, che non ricorda il male ricevuto. Magari i nostri rapporti fossero improntati sull’amore materno, un cuore di carne e non di pietra! E poi, Maria ha fatto sempre la volontà di Dio, Lo ha ascoltato cum corde come avviene tra coniugi, che si capiscono senza parlare., come con i figli, perché l’amore ci fa comprendere, leggere come Maria con Gesù per mettere in pratica la Parola, vivere ciò che Egli ha insegnato, amando il prossimo come se stessi”.
“Oggi, festa della visita di Maria alla cugina Elisabetta - ha concluso -, ricordiamo il suo lungo viaggio per andare ad aiutarla in prossimità del parto, emblema di amore concreto. Maria donna del grembiule, come diceva don Tonino Bello, donna delle cose semplici. Se le nostre case, le nostre famiglie fossero intrise dell’esempio di Maria, che non fa differenze tra ricchi, peccatori… accoglie tutti, coprendoli con il suo manto. Maria è Arca dell’Alleanza, Porta del cielo, Stella del mattino! Come l’Arca Ella custodisce la cosa più preziosa, Gesù; è Porta del cielo, che accompagna nella vita e spalanca gli atri del Paradiso, le vie del cielo; è Stella che ci indica la strada, apre la bella giornata e assicura che il cielo ci guarda”. Prima della benedizione solenne, don Maurizio ha annunciato che domenica prossima 7 giugno alle 10.30, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta aprirà l’anno giubilare della parrocchia di San Massimiliano Kolbe, in occasione, nel 2027, dei 30 anni dalla dedicazione e quaranta dall’erezione canonica. È questo un dono per tutti del Papa Leone XIV: poter ottenere l’indulgenza ogni volta che, in tale periodo, si varca la soglia della chiesa parrocchiale.

