La Pentecoste, che celebra la discesa dello Spirito Santo cinquanta giorni dopo la Pasqua, rappresenta non solo un cardine dell’anno liturgico, ma anche una straordinaria sorgente di ispirazione musicale, dal canto gregoriano alla polifonia rinascimentale, fino alle grandi composizioni barocche e moderne.

E proprio nel giorno della solennità, domenica 24 maggio alle 20, presso la chiesa di Sant’Anna in Lecce (ingresso libero), il critico musicale Eraldo Martucci terrà la conferenza su “Veni, Sancte Spiritus”. Da Bach a Mahler: petali di musica sulla Pentecoste.
L’appuntamento - che fa parte della quinta edizione del ciclo di incontri “Le conversazioni di Sant’Anna” promosso dalle associazioni Pignatelli e Festinamente - rientra nella XXXI edizione di “Lecce Cortili Aperti” nell’ambito della “XVI Giornata nazionale dell’associazione Dimore storiche italiane. Il legame tra questa ricorrenza e l’arte dei suoni affonda le radici nella “glossolalia” descritta negli Atti degli Apostoli: la capacità di parlare diverse lingue è stata spesso interpretata come un fenomeno proto-musicale
Già Paolino da Nola immaginava lo Spirito Santo come un musicista che fa vibrare le corde di una lira, simbolo degli apostoli, con un “plettro agile”. Se la Chiesa bizantina conserva ancora oggi un “koinonikon” dell’XI secolo, la tradizione latina ha nel “Veni, Sancte Spiritus” il suo fulcro. Questa sequenza medievale, attribuita probabilmente a Stephen Langton, ha ispirato un catalogo di oltre 1600 composizioni.
Grandi polifonisti come Palestrina, Victoria e Lasso si sono cimentati con questi testi, seguiti da geni come il giovanissimo Mozart, che a soli dodici anni scrisse una luminosa versione della sequenza (KV 47). Un ruolo centrale è occupato da Johann Sebastian Bach, che partendo dai corali luterani compose cantate fondamentali come la BWV 172. Ma anche il celebre inno “Veni Creator Spiritus”, attribuito a Rabano Mauro (IX secolo), è stato rielaborato da numerosi autori, tra cui Gustav Mahler che lo ha usato come base per la monumentale prima parte della sua Sinfonia n. 8.


