Com’è consuetudine domani, 22 maggio, è festa per Santa Rita nella chiesa parrocchiale di San Matteo in Lecce.

La comunità guidata da mons. Vincenzo Marinaci vive la preparazione alla festa già dallo scorso 13 maggio. Tre gli step di particolare intensità durante i giorni della novena: il 16 maggio la messa presieduta da mons. Giancarlo Polito, parroco della comunità per oltre 30 anni fino al 2023, predecessore di don Vincenzo, che ha festeggiato il suo 56.mo anniversario di sacerdozio. Nella stessa serata, il rosario itinerante alla scoperta delle edicole mariane del centro storico.
Ieri, infine, la rappresentazione teatrale della vita della santa agostiniana dal titolo “Rosa che profuma di cielo”, a cura della compagnia teatrale della parrocchia San Nicola e Mater Domini di Squinzano, per la regia di don Alessandro Scevola (LEGGI).
Stasera, alle 19, la messa della vigilia sarà presieduta dall’arcivescovo emerito di Lecce, mons. Michele Seccia. A seguire si farà memoria del Transito di Santa Rita.
Domani 22 maggio nella ricorrenza liturgica di Santa Rita le messe al mattino ogni ora a partire dalle 8, saranno officiate da don Antonio Murrone, da don Vito Caputo e da don Federico Andriani. Alle 11,30 la solenne concelebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta. La sera alle 19, invece, presiederà la solenne liturgia il parroco mons. Marinaci.
Al termine di ogni messa, secondo l’antichissima tradizione legata a Santa Rita, saranno benedette le rose, simbolo della santa umbra che, oltre alla ferita miracolosa della spina che ricevette sul capo a segno della corona di spine del Cristo crocifisso, negli ultimi giorni della sua vita, nell'inverno del 1456, malata e impossibilitata a spostarsi, chiese a una sua parente che venne a farle visita di portarle dei fichi e una rosa dalla casa paterna per farne dono alle consorelle: la richiesta parve alla parente frutto del delirio a causa della stagione fredda che non faceva fiorire né fichi né rose, ma una volta rincasata trovò nel giardino esattamente ciò che Rita aveva chiesto con un cespuglio di rose fiorite sotto la neve.
Oggi santa Rita è una delle sante più conosciute e invocate, oggetto di grande devozione, proposta in film, spettacoli e musical e che si riconferma negli anni anche nella tradizione dei leccesi.


