Sarà presentato mercoledì prossimo 29 aprile alle 19, presso la chiesa parrocchiale di San Matteo in Lecce, l’inno “Madre della Luce”, composto in onore di Santa Maria della Luce, titolare della parrocchia leccese.

 

 

Un evento che, atteso dalla comunità, si inserisce significativamente in un tempo storico delicato, in cui il mondo avverte con forza il bisogno di luce, pace e protezione che solo l’intercessione della “dolce Madre” può ottenere.

L’iniziativa nasce dalla volontà del parroco, mons. Vincenzo Marinaci, il quale ha commissionato l’opera affidando la composizione del testo alla dott. Simona Abate, scrittrice e linguista, e quella della musica al prof. Tonio Calabrese, organista della cattedrale di Lecce e direttore del coro liturgico-polifonico della stessa, non nuovo in questo tipo di composizioni.

Ne è scaturito un inno (IL TESTO INTEGRALE) che si distingue per profondità teologica e immediatezza espressiva, capace di coniugare preghiera e canto comunitario.

La composizione si articola in sei strofe caratterizzate da una melodia, semplice e intensa, festosa e coinvolgente, soprattutto nel ritornello, contraddistinto da alcune sonorità barocche che richiamano lo stile architettonico della nota chiesa di San Matteo, dove Maria SS.ma della Luce è invocata come protettrice della comunità parrocchiale. Pensata per essere facilmente appresa dall’assemblea, ne favorisce la partecipazione, aiuta nella meditazione e accompagna l’invocazione.

Al centro del testo, che riprende alcuni simboli con cui è raffigurata la Vergine nell’antico affresco posto nell’altare a Lei dedicato, emerge la figura di Maria “Madre della Luce”, colei che, segno di pace e speranza per l’umanità, conduce a Cristo, vera luce del mondo, come cita la frase latina posta in alto all’affresco, “Viae meae viae lucis”.

Altre simbologie riprese nel testo dell’inno sono quella della Virgo Lactans (Madonna del latte), figura dell'umanità di Cristo e della maternità divina. Vi è poi l’immagine della rondine la quale, posta in mano al suo Figlio divino, annuncia la vita nuova del Cristo risorto ed evoca, quindi, la primavera della fede, la vita che vince sulla morte. Ancora, il “corallo lucente”, che pende sul petto del Bambino, rievoca il sangue versato da Cristo sulla croce per la salvezza dell’umanità, la sua natura divina e, di riflesso, sempre secondo l’antica iconografia cristiana, la stessa Vergine diviene custodia contro il male, rifugio sicuro per i fedeli.

Tutte le strofe sono intercalate da un ritornello che si propone come il cuore comunitario del canto: nello slancio solenne e festoso, esso diventa la supplica corale del popolo che invoca ascolto e protezione. Maria è indicata “stella sul cammino”, guida sicura nelle difficoltà, e soprattutto “via della luce”, colei che conduce a Cristo vera Luce.

L’inno “Madre della Luce” si presenta, dunque, come un vero percorso spirituale che la musica aiuta a percorrere con fede. In un tempo segnato da incertezze e inquietudini, questo canto vuole essere una preghiera condivisa, un invito a volgere lo sguardo verso Maria per ritrovare, attraverso di lei, la luce di Cristo e la speranza che non delude.

La prima esecuzione del brano vedrà uniti nella preghiera cantata il coro liturgico-polifonico “Maria SS. Assunta”, della cattedrale di Lecce e il coro della parrocchia di San Lazzaro.

 

 

 

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