Il ricordo diventa festa nel trentesimo anniversario del Cenacolo Antoniano della parrocchia francescana di Sant’Antonio a Fulgenzio in Lecce. E una targa, posta all’ingresso della sala mensa, in poche righe racchiude lo spirito di un servizio dedicato agli ultimi.

La targa, che intitola la mensa serale Caritas a Padre Domenico Pulimeno, è stata scoperta ieri da don Vito Caputo, delegato arcivescovile ad omnia. “La mensa - ha spiegato - non offre solo un pasto, ma risponde a una chiamata”. Poi ha citato San Francesco d’Assisi, che “nel povero vede il volto di Cristo”.
L’anniversario del Cenacolo arriva dell’VIII Centenario della morte di San Francesco “nostro padre e maestro - recita la targa - a ricordo di quanti hanno offerto il loro contributo, di quanti hanno usufruito di questo servizio scritti nel cuore di Dio Provvidente e della sua Chiesa, a conferma della nostra volontà a proseguire con passione, gioia e sacrificio”.
E a raccontare il cammino del Cenacolo sono stati i protagonisti di ieri e di oggi. Fabrizio Marrocco, suo responsabile, ha ringraziato i tanti donatori, in particolare Equo Evento, e evidenziato l’iniziativa “Volontario per un giorno”, che negli ultimi due anni “presenta la realtà del Cenacolo Antoniano a numerosi gruppi esterni, associazioni, aziende e cittadini che desiderano partecipare attivamente all’esperienza della carità”.
E proprio di carità e condivisione ha parlato Fra Massimo Tunno, ministro provinciale dei Frati minori di Lecce, che nella mensa vede “un’esperienza diretta di prossimità che a Fulgenzio è diventata una realtà significativa”. Un’esperienza “vicina alla nostra spiritualità di frati francescani”.
Il momento del ricordo è stato affidato a una volontaria storica, Angelica Manno, che ha raccontato gli inizi, nel 1996, nella sala colazioni dei frati, il trasferimento del servizio, pochi mesi dopo, in un piccolo appartamento di Via Parini dove finalmente venivano serviti i primi pasti caldi, e il rientro in parrocchia, nel 2014, voluto da Fra Salvatore Giardina.
Poi gli anni bui del Covid. A guidare Fulgenzio, in quel periodo e fino al 2025 è stato un giovane frate, Sebastiano Sabato, che ha insieme ai volontari e ai suoi collaboratori più stretti non hanno mai smesso di essere vicini agli ultimi e che grazie al generoso contributo dei donatori ha radicalmente trasformato i locali della mensa.
Oggi il Cenacolo può contare su nove gruppi formati da settanta volontari che ogni giorno preparano pasti caldi per novanta nuclei familiari, servendone mensilmente 960.
Ma Fulgenzio non è solo questo: accanto al Cenacolo Antoniano, costola della Caritas, si affiancano altri servizi come il Centro di ascolto, la Dispensa alimentare che offre generi di prima necessità agli assistiti, e a breve diventerà realtà anche l’ambulatorio medico solidale. Il comune di Lecce, rappresentato ieri da un collaboratore dell’assessorato al welfare, Lara Cataldo, ha assicurato la sua disponibilità nel contribuire alle iniziative.
“Fulgenzio, come Francesco, fa la sua parte”, ha concluso il parroco Fra Michele Carriero, che ha fatto un parallelo fra l’esperienza della mensa e i pranzi di Emmaus (Luca,24) e Tiberiade (Giovanni, 21). “Il nostro tentativo, in questo offrire un pasto - ha chiosato - è manifestare la presenza del Risorto”.

