Nella Domenica delle Palme caratterizzata da un forte messaggio di pace, presso la parrocchia San Guido in Lecce si è svolto il “Pranzo dell’Amicizia” coordinato dai volontari di “Sguardo amico - Unità di strada”.

Si tratta di un gruppo composto da operatori provenienti dalla stessa parrocchia di San Guido, da San Sabino, San Filippo Smaldone, Santa Rosa, Sacro Cuore e da alcuni paesi come Novoli e Neviano, in collaborazione con la Caritas della parrocchia ospitante. Il pranzo è stato possibile grazie alle donazioni di tanti benefattori.
All’invito di pranzare insieme hanno aderito tanti fratelli senza fissa dimora e famiglie che ricevono quotidianamente e in particolare il venerdì sera un pasto caldo. Normalmente si incontrano per strada, in diversi punti della città di Lecce, in particolare presso la stazione. Ma questa volta, per questa domenica, è stato proposto loro di ritrovarsi a mangiare tutti insieme alla stessa tavola.
Mangiare insieme stando seduti vicini è tutta un’altra esperienza rispetto al dare loro qualcosa da mangiare sul bordo di un marciapiede. Sono arrivati puntuali al punto di ritrovo, felici di condividere un brindisi, una battuta, un commento sul pasto, il racconto di frammenti di vita, ciascuno la sua. Farsi vicini, guardarsi negli occhi e rendersi conto che, nonostante le unghie e i vestiti sporchi, tutti si appartiene a Dio, anime in cerca di amicizia, rispetto e accoglienza.
“Grazie che ci fate sentire visti” ha urlato uno dei commensali mentre partiva fragoroso un applauso… il loro di gratitudine, quello dei volontari, di incoraggiamento a non buttare mai la spugna davanti alle difficoltà della vita.
Farsi “vicini” dal latino vicīnus, deriva da vicus «rione, borgo, villaggio», significa che tutti si appartiene allo stesso villaggio, allo stesso mondo anche se spesso ci si percepisce come diversi, lontani, distanti. E forse un poco lo si è, ma ogni tanto è bello sedersi a tavola insieme e celebrare la bellezza della vita che in questo momento chiede a tutti, che si viva per strada o sotto un caldo tetto, di attraversare i propri deserti per arrivare insieme a risorgere e sperare in una gioia condivisa.

