La cenere posata sul capo invita a guardarsi dentro con il silenzio carico di significato del Mercoledì delle Ceneri si è aperto il tempo santo della Quaresima anche per la comunità della parrocchia Santa Maria dell’Idria di Lecce, guidata dai religiosi della Congregazione della Missione.

 

 

 

 

Un tempo antico e sempre nuovo, un tempo di grazia che chiama alla conversione del cuore e che, nelle prossime cinque settimane, sarà cadenzato da appuntamenti intensi di preghiera, riflessione e condivisione fraterna. Queste cinque settimane saranno scandite da passi lenti e profondi, quelli della Via Crucis del venerdì pomeriggio, subito dopo la celebrazione eucaristica vespertina. Ogni gruppo parrocchiale (catechiste, membri dell’oratorio, operatori del volontariato vincenziano, membri dell’azione cattolica e dell’associazione medaglia miracolosa, scout Agesci e Masci) si alternerà nell’animazione, intrecciando voci, meditazioni e canti.

Sarà un cammino condiviso, fatto di parole meditate e silenzi carichi di significato, dove ciascuno offre il proprio carisma per accompagnare i fedeli nella contemplazione del mistero, dove ciascuno potrà riconoscere le proprie croci quotidiane alla luce di quella di Cristo.

Sabato 14 marzo, il chiostro e gli spazi esterni della parrocchia si trasformeranno in un piccolo cenacolo a cielo aperto. La Via Crucis dedicata ai bambini del catechismo e ai loro genitori sarà un’esperienza pensata per coinvolgere le famiglie: i più piccoli porteranno simboli, leggeranno brevi riflessioni, poseranno domande semplici e disarmanti. Sarà la fede raccontata con occhi limpidi, vissuta in famiglia, seminata nei cuori con dolcezza, per far riscoprire anche ai bambini della catechesi il significato profondo del sacrificio e dell’amore di Cristo, attraverso un linguaggio semplice ma ricco di emozione.

Tra i momenti più attesi, la Via Crucis del 20 marzo sul tema "Gesù in agonia. Fino a che non spunteranno cieli nuovi... terra nuova... e l'uomo ricreato" guidata da mons. Cristoforo Palmieri, vescovo emerito della diocesi di Rrëshen. La sua presenza sarà come una carezza paterna per la comunità: parole nate dall’esperienza missionaria e dalla lunga fedeltà al Vangelo accompagneranno i fedeli lungo le meditazioni della Passione.

Venerdì 27 marzo, invece, la croce uscirà dalle mura della chiesa per attraversare le strade adiacenti. Le case, i balconi, le luci della sera faranno da cornice a una Via Crucis esterna che si concluderà sul sagrato della parrocchia. Un gesto pubblico, quasi missionario: la Passione narrata non solo ai fedeli praticanti, ma all’intero quartiere, perché nessuno si senta escluso dalla misericordia, quasi a voler abbracciare simbolicamente l’intero quartiere e portare il messaggio della Croce tra le case, nelle storie quotidiane delle famiglie.

Cuore pulsante del cammino quaresimale saranno le Solenni Quarantore, in programma nei giorni 5, 6 e 7 marzo: tre giorni di adorazione eucaristica intensa, durante i quali l’Eucarestia sarà esposta solennemente sull’altare maggiore per favorire la preghiera personale e comunitaria. Un tempo di silenzio e di contemplazione, tra candele e profumo d’incenso. Ore silenziose in cui sostare, affidare, ringraziare. Ore in cui il tempo sembra dilatarsi e l’anima ritrova il proprio centro. Mercoledì 18, il gruppo dell’associazione Medaglia Miracolosa ha messo in programma il consueto incontro formativo mensile del mese di marzo. Poiché ci si trova nel tempo raccolto e intenso della Quaresima, l’incontro assumerà una forma speciale e profondamente simbolica: sarà vissuto come cena ebraica, aperta a tutti i membri dell’associazione e a quanti desiderano prendervi parte, in uno spirito di condivisione e fraternità. Non si tratterà semplicemente di un momento conviviale, ma di un’esperienza immersiva, capace di coinvolgere mente e cuore. La cena sarà scandita da gesti lenti e significativi, da parole che raccontano, da simboli che parlano al profondo. Ogni elemento della tavola porterà con sé una memoria e un messaggio: il pane azzimo, segno di essenzialità e cammino fiducioso; le erbe amare, che richiamano le prove e le fatiche dell’umanità; le salse dolci, delicate come la promessa di una liberazione attesa e sperata. Sarà una serata in cui il silenzio avrà il suo spazio, in cui l’ascolto diventerà preghiera e la condivisione del cibo si trasformerà in gesto di comunione autentica. Nel clima quaresimale, questo incontro desidera diventare un tempo di riscoperta interiore, un’occasione per rallentare, riflettere e preparare il cuore alla Pasqua.

Il 22 marzo, gli operatori pastorali vivranno un pomeriggio di spiritualità presso il monastero delle Clarisse di Lecce: un tempo riservato, quasi nascosto, un’occasione di ritiro e formazione per ricaricare il cuore e riscoprire le radici profonde del servizio. Perché chi guida, chi accompagna, ha bisogno a sua volta di essere sostenuto dalla preghiera.

Il 28 marzo, con la celebrazione vespertina del sabato, si entrerà nella dimensione prefestiva della Domenica delle Palme, che introduce alla Settimana Santa. La benedizione delle Palme si svolgerà domenica 29 marzo presso la chiesetta di Sant’Antonio in Via Lequile; da lì partirà la processione verso la parrocchia per la solenne celebrazione della Domenica di Passione: rami d’ulivo tra le mani, canti che si alzano nell’aria primaverile, bambini e anziani fianco a fianco. Un cammino che introduce alla Settimana Santa, tra l’entusiasmo dell’“Osanna” e l’ombra già presente del triduo pasquale.
“La Quaresima è un tempo favorevole per tornare all’essenziale, per riscoprire la bellezza della preghiera e della fraternità - spiega Padre Carmine Madalese, il parroco -. Come comunità vogliamo camminare insieme, sostenendoci gli uni gli altri, perché questo itinerario non sia solo un insieme di appuntamenti, ma un’esperienza autentica di conversione e di speranza. Le porte della nostra parrocchia sono aperte a tutti: a chi è vicino, a chi si è allontanato, a chi cerca una parola di consolazione”.

Un programma ricco e articolato, dunque, che trasforma la Quaresima in un vero pellegrinaggio del cuore, capace di unire tradizione e partecipazione, silenzio e testimonianza pubblica. È un tempo di sobrietà, ma anche di speranza. Un tempo che scava nel profondo in una comunità che si prepara, passo dopo passo, alla luce della Pasqua.

 

 

 

 

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